USA Parchi Occidentali – Las Vegas – San Francisco

20190126_205012USA: PARCHI OCCIDENTALI – LAS VEGAS – SAN FRANCISCO

Periodo : agosto 2018

 Durata : 21 giorni

 Tipologia : FAI DA TE con auto a noleggio

 

 

ITINERARIO

SALT LAKE CITY – ARCHES NP, GREEN RIVER – DEAD HORSE, PETRIFIED FOREST, CHINLE – MONUMENT VALLEY, PAGE – GRAND CANYON NORTH RIM – ZION NP, BRYCE CANYON, PANGUITCH – SCENIC BYWAY 12, CIRCLEVILLE – LAS VEGAS – DEATH VALLEY, OLANCHA – LONE PINE, JUNE LAKE – YOSEMITE NP, MARIPOSA – SAN FRANCISCO

 

Partecipanti : Susanna, l’amica che ha lanciato l’idea di fare questo viaggio, mia sorella Chiara, mio cognato Enrico, la mia nipotina Giulia di sei anni e mezzo, ed io.

 

La prima domanda che vi sorgerà spontanea è “Charlie, è un viaggio adatto ad un bambino?

Perché no! I bambini si adattano a molte cose, prima e meglio dei grandi.. ma non a tutte! Questo perché hanno abitudini consolidate. In viaggio, e per di più in America, devono stravolgerne diverse: cibo, orari, condizioni climatiche. Se potete viaggiate insieme ad un’altra famiglia con almeno un bambino, così avrà un compagno di giochi; cercate di inserire nel viaggio delle cose che possano interessarlo e divertirlo; con la macchina evitate di fare tappe troppo lunghe.

 

Preziose informazioni utili per organizzare il viaggio.

 

VISTO ESTA: per entrare negli Stati Uniti è necessario richiedere online l’Autorizzazione al Viaggio ESTA (Electronic System for Travel Authorization). Requisito obbligatorio per ottenere l’ESTA è il possesso del passaporto elettronico (quello con il microchip in copertina). Fate attenzione a richiederlo sul sito ufficiale https://esta.cbp.dhs.gov/ per non pagare inutilmente uno sproposito! Poiché l’ESTA vale due anni se l’avete ancora valida ricordatevi di aggiornarla (UPDATE APPLICATION) richiamando sul sito il NUMERO DI RIFERIMENTO UNIVOCO DELLA DOMANDA per variare nome e indirizzo del primo albergo dove alloggerete.

 

ASSICURAZIONE SANITARIA: è indispensabile stipularne una, giacché, “just in case”, in America ti pelano se non ce l’hai! Noi l’abbiamo fatta con EuropAssistance.

 

VOLO: qualsiasi volo prenotiate sono tante le ore necessarie per raggiungere l’America. Non so come sono i vostri bambini ma mia nipote, già quando sale in macchina, dopo pochi minuti chiede se siamo arrivati! Il monitor posizionato davanti al proprio posto è di grande aiuto per guardare cartoni animati a piacere e giocare ma è bene avere delle cuffie perché gli auricolari in dotazione non sono a misura di bambino, meglio non rischiare. Se il volo non è diretto e fate uno scalo, sulla tratta più breve l’aeromobile potrebbe non essere dotato di monitor personali, portate quindi qualcosa per tenere impegnati i bambini. Se fate uno scalo intermedio negli States controllate anche le procedure di sbarco ed imbarco sul sito dell’aeroporto di scalo nonché la posizione dei terminal di arrivo e ri-partenza. Noi abbiamo volato American Airlines con scalo a Chicago.

 

L’ITINERARIO: abbiamo scelto di NON fare un anello, optando per un itinerario a mezza luna DA SALT LAKE CITY A SAN FRANCISCO, in modo da distribuire al meglio le visite nei giorni di permanenza. Ovviamente questo ha comportato un costo più elevato sia del volo che del noleggio auto per la riconsegna in un’altra città, ma ci ha risparmiato diverse miglia in macchina.

 

NOLEGGIO AUTO: abbiamo prenotato l’auto dall’Italia, con Alamo, per essere sicuri di avere il mezzo pronto per partire, con chilometraggio illimitato, copertura contro danni da collisione (CDW) e furto (TP), copertura responsabilità civile e tutte le tasse, assistenza meccanica, 3 conducenti aggiuntivi gratis, un serbatoio di carburante gratis, GPS gratuito.

Il navigatore è fondamentale. Abbiamo notato che le tappe, studiate prima di partire con Google Maps, si sono rivelate un po’ più lunghe del previsto sia in termini di miglia che di tempo. Quindi il navigatore, oltre ad avere sicuramente le mappe aggiornate è più attendibile per stimare quando arriverete a destinazione. Potete tranquillamente impostarlo in italiano.

Per Giulia abbiamo obbligatoriamente noleggiato il seggiolino, una sofferenza sia per lei (abituata ad un tipo diverso) che per gli altri due passeggeri che a turno stavano dietro, ma queste sono le regole, uguali alle nostre del resto. Il noleggio del seggiolino è stato pagato al momento del ritiro.

Abituatevi a ragionare in miglia anziché in km. E’ in miglia la velocità consentita espressa sui cartelli stradali, sul contatore del cruscotto, del limitatore di velocità.

Per fare rifornimento di benzina (gasoline) entrate nel minimarket sempre presente presso i distributori, dichiarate quanti dollari di carburante volete mettere ed il numero della pompa dove avete posizionato la macchina, pagate, attendete l’ok e fate rifornimento. Noi abbiamo sempre messo la Regular e pagato in contanti. Con la carta di credito potreste ritrovarvi a dover inserire il codice postale, e siccome quello italiano non viene riconosciuto è meglio usare i contanti.

Il codice della strada è simile al nostro ma ai semafori si può svoltare a destra anche col rosso. Infine, prestate costantemente attenzione al limite di velocità segnalato dai cartelli (e dal navigatore) perché cambia alquanto spesso. Non ci pensate nemmeno a superarlo, a meno che non desideriate vincere un giro gratis sulla macchina della Polizia!

 

PATENTE INTERNAZIONALE: per attraversare Utah, Arizona, Nevada e California non l’abbiamo fatta. Comunque gli Stati americani sono tanti e ognuno ha le sue leggi, che peraltro possono cambiare, pertanto prima di partire controllate bene.

 

Per quanto riguarda l’ALIMENTAZIONE lasciate perdere le diete e godetevi gli Hamburger, il Fish & Chips ed il cibo messicano. Troverete tuttavia anche le insalatone.

La sera i ristoranti chiudono presto, veramente presto, mediamente alle nove. Cercate di andare a cena intorno alle sette, o comunque non oltre le otto, altrimenti rischiate il digiuno.

Portatevi una felpa perché all’interno di certi ristoranti l’aria condizionata è da congestione!

Osservate i piatti degli altri prima di ordinare, spesso le porzioni sono molto abbondanti e farete fatica ad arrivare in fondo al vostro piatto. Se ordinate un piatto da dividere in due (to share) non si straniscono affatto e dimezzate anche i costi. Se non riuscite a finire il piatto potete farvi fare una box per portar via gli avanzi.

Per i bambini chiedete sempre il Kid’s Menù. Ce l’hanno quasi tutti i ristoranti, la scelta è facilitata, le porzioni sono ridotte come pure i costi ma soprattutto ai bimbi piace perché ricevono una tovaglietta speciale con dei giochi ed i pastelli per colorare. E’ l’ideale per distrarli nell’attesa che il cibo venga servito.

Sul menù i prezzi sono indicati senza tasse. Il conto sarà del costo dei piatti più le sole tasse e vi verrà gentilmente proposto di lasciare la mancia, che in America è un must. La mancia minima è solitamente del 15 % che per gli americani corrisponde ad un servizio ritenuto sufficiente. Se pagate in contanti potete scriverla sullo scontrino su cui poi va scritto anche il totale, se invece pagate con carta di credito il sistema per aggiungere la mancia è elettronico.

Per i pranzi ci siamo spesso organizzati facendo la spesa al supermercato. Lungo la strada ci sono spazi dedicati per fare i pic-nic indicati dai cartelli Rest Area.

Come senz’altro tutti vi diranno, e ve lo confermo anch’io, fate una scorta di acqua e di viveri da tenere in macchina perché capita di fare miglia e miglia senza trovare niente dove potersi rifocillare. Soprattutto per i bambini ricordatevi che quando hanno fame non sentono ragioni! Bisogna pertanto essere attrezzati. Oltretutto fa piacere anche a noi adulti fermarsi, sgranchirsi le gambe e fare un break con succo di frutta e patatine. Nei supermercati vendono dei pratici contenitori termici in polistirolo. All’interno dei parchi, presso il Visitor Center, c’è quasi sempre la possibilità di riempire le borracce con acqua potabile.

 

LA SCELTA DEL PRIMO HOTEL: ricordatevi che dopo un volo a lungo raggio arriverete stravolti, perciò assicuratevi di garantirvi un buon riposo prenotando un valido albergo rapidamente raggiungibile dall’aeroporto e di verificare se ha il servizio navetta gratuito.

 

FUSO ORARIO : oltre alla differenza provenendo dall’Italia, anche passando da uno Stato all’altro può cambiare il fuso orario perciò vi ritroverete un’ora avanti o viceversa. Attenzione quindi all’orario perché si guadagna o si perde un’ora, che può fare la differenza per l’ingresso in un Parco o per andare a cena visto che i locali chiudono presto.

 

NATIONAL PARKS PASS: se intendete visitare più di un parco nazionale, conviene indubbiamente acquistare la tessera dei parchi ANNUALE.

Con esclusione dei parchi gestiti dagli indiani, il Pass è valido per i parchi statali, per una macchina con tutti i suoi passeggeri e potete entrare tutte le volte che volete nello stesso parco.

I Parchi sono tutti belli, ma che dico belli, bellissimi! Noi abbiamo fatto delle scelte, a priori e sul momento. Non scandalizzatevi se non siamo stati sullo Skywalk o all’Antelope Canyon.

DOVE COMPRARE IL PASS: online possono acquistarla solo i residenti perciò dovrete prenderla all’entrata di un qualsiasi parco nazionale, a meno che non ve l’abbia ceduta qualcuno ancora valida… eh sì, perché sul retro del Pass c’è lo spazio per due firme perciò, una volta tornati a casa, potete passarla ad altri, recuperando magari la metà del costo. La cessione del Pass conviene anche a loro! In pratica la firma nel primo spazio sarà la vostra (di una persona del gruppo), la seconda firma verrà messa da coloro a cui l’avrete ceduta.

All’ingresso dei parchi vi daranno una brochure con molte informazioni: storia, flora e fauna, punti ristoro e toilettes, percorsi (Trail), eventuali attività e visite guidate. Alcuni parchi sono visitabili solo con le navette. L’auto va lasciata nei parcheggi autorizzati, talvolta a pagamento.

In ogni parco è presente un Visitor Center dove potete chiedere quali sono i sentieri più adatti per i bambini. Il Visitor Center chiude generalmente alle cinque pomeridiane.

 

SERVIZI IGIENICI NEI PARCHI: sono sempre presenti, ben segnalati e raramente senza carta igienica. Talvolta sono basic (senza scarico).

 

ACCESSORI INDISPENSABILI: un adattatore e una spina multipla per ricaricare le batterie.

 

Ma quanto costa fare questo viaggio?? Si spende, c’è poco da fare. Godetevelo e basta, si vive una volta sola!

 

DIARIO

 

Domenica 5/8. All’aeroporto di SALT LAKE CITY, proprio prima dell’uscita, c’è un desk con l’addetto a chiamare gli alberghi affinché mandino la navetta. Restiamo subito colpiti dall’efficienza del servizio e dalla calda accoglienza al TRU BY HILTON che vi stra-consiglio. Eletto il miglior albergo della vacanza, ha una struttura moderna arredata in modo molto funzionale, le prese elettriche hanno anche la usb, la colazione è buona e variegata, il personale è giovane e gentilissimo ed i materassi sono superlativi. Dopo un lungo viaggio è un vero piacere dormirvi. Per chi riparte con un auto a noleggio questo hotel è doppiamente strategico perché, sempre con la navetta gratuita, si può tornare in aeroporto per ritirare l’auto presso i Car Rentals.

Avendo già cenato sull’aereo andiamo dritti a letto.

 

Lunedì 6/8. Ristorati da una bella dormita e consumata una lauta colazione, riprendiamo la navetta e andiamo a ritirare l’auto da Alamo. Per coinvolgere subito Giulia giocando, al nostro sesto compagno di viaggio, ovvero al navigatore, diamo il nome di Chihuahua.

Il nostro primo parco è l’ARCHES NP che raggiungiamo nel tardo pomeriggio. Il tramonto esalta i colori delle rocce che variano dal giallo dorato al rosso. Le loro incredibili forme sono una più particolare dell’altra. Qui infatti c’è la maggiore concentrazione al mondo di archi di arenaria. Percorriamo un breve sentiero fino ad affacciarci su un punto panoramico. In alcuni tratti camminiamo nella sabbia scalzi, un piacere possibile solo al calar del sole per non scottarsi i piedi.

Il MOTEL 6 di GREEN RIVER non ci piace un granché, soprattutto considerando il rapporto qualità-prezzo, ma per una notte ce ne facciamo una ragione. La deludente sistemazione è compensata dall’ottima cena al vicino Ristorante TAMARISK.

 

Martedì 7/8. Dallo Utah ci dirigiamo verso l’Arizona, con una tappa al DEAD HORSE NATIONAL PARK dove è stato girato il film Thelma & Louise. Dopo una bella camminata facciamo un pic-nic in compagnia degli scoiattoli.

Nel tardo pomeriggio arriviamo a CHINLE entrando nella RISERVA NAVAJO. Il THUNDERBIRD LODGE, dove pernotteremo due notti, è un po’ vecchiotto ma tutto sommato ben tenuto. Il vicino Ristorante è piuttosto triste nonché caro. Le camere sono dotate di frigo e bollitore con complimentary tea and coffe. Per fare colazione basta organizzarsi con dei biscotti.

Ceniamo in paese da DENNY’S, l’unico che alle nove non ci chiude la porta in faccia.

 

Mercoledì 8/8. Pur essendo vicinissimi al Canyon de Chelly e relativamente prossimi alle riserve indiane decidiamo di non correre a destra e a manca per goderci l’escursione nel Parco Nazionale della FORESTA PIETRIFICATA, esageratamente bello, particolare, quasi lunare. Il sito ha molti punti panoramici con vedute sul Painted Desert ed è attraversato dalla storica Route 66. Il Painted Desert Inn è un simpatico Trading Post tramutato in museo. Sulla Newspaper Rock sono visibili le incisioni rupestri risalenti a migliaia di anni fa. Ma è facendo i Trail nella BLUE MESA e nella CRYSTAL FOREST che si percepisce tutta la magia di questo posto. Che caldo però!

Tornati a Chinle ceniamo da JUNCTION presso il Best Western.

 

Giovedì 9/8. Dopo aver programmato Chihuahua fino a Page, partiamo pieni di entusiasmo per la Monument Valley! Qui si paga l’ingresso (non è compresso nel Pass).

Vicino al Visitor Center ci sono alcuni esempi di HOGAN, le tipiche abitazioni degli indiani Navajo. Avevamo verificato la possibilità di dormire negli Hogan, con tanto di escursioni nelle aree protette e racconti serali degli indiani davanti al fuoco, ma costa una sassata! Se potete permettervelo sarebbe un’esperienza da fare.

L’affaccio dal belvedere sulla vastità della MONUMENT VALLEY, senza fine e quasi senza tempo, è mozzafiato. Non riesco a trattenere le lacrime dall’emozione. Pur avendola vista in moltissimi film solo andandoci è possibile essere travolti dalla sua sconfinata bellezza.

La Monument Valley si visita in macchina percorrendo la strada segnalata. Ci sono diversi belvedere e un mercatino di artigianato Navajo. Immortaliamo Giulia a cavallo, proprio nel punto dove John Wayne ha girato Ombre Rosse. La possibilità di salire sul cavallo per farsi una foto è un business molto indovinato, ci puoi stare pochi minuti e costa 5$.

A poche miglia dalla Monument Valley non mancate di visitare il GOULDING’S TRADING POST LODGE dove John Wayne ha soggiornato quando ha girato i film nella valle. Il MUSEO è piccolo ma interessante e l’ingresso è ad offerta.

Il MOTEL 6 di PAGE è molto grande e c’è la possibilità di fare il bucato con le lavatrici e le asciugatrici a monete. A Page è tutto molto caro. Ne abbiamo la riprova anche a cena al CANYON KING, una “pizzeria di qualità all’interno di una vera nave a ruote sulla terraferma” come viene descritta dalla guida Le Routard. In effetti è un posto particolare e la pizza è buona.

 

Venerdi 10/8. Fare la spesa nei supermercati americani è un’esperienza. C’è talmente tanta roba da perdere la testa e la tentazione di comprare JUNK FOOD fa parte del divertimento! Giulia avvista le Pringles e ne propone l’acquisto dicendo: “Chi è con me?”

Impostiamo Chihuahua fino al KAIBAB LODGE, dove alloggeremo, che si trova poco prima dell’ingresso del Grand Canyon lato nord. Lungo il percorso facciamo una sosta per ammirare il verde smeraldino del fiume Colorado dal bel NAVAJO BRIDGE. I trasferimenti fanno parte del viaggio ed è bellissimo osservare il paesaggio che cambia. Per i bambini però bisogna inventarsi dei giochi, organizzare spuntini, fare delle soste e magari sperare in qualche pisolino. L’avvistamento degli animali è elettrizzante per tutti e verso sera le probabilità di vederli aumentano. Quando ci imbattiamo in un branco di bisonti l’emozione è grande.

Il KAIBAB LODGE si trova su un grande prato, dispone di baite di varie dimensioni ed ha un nucleo centrale con reception, ristorante, negozio e sala ricreativa. La nostra baita, oltre a salotto, cucina e bagno, ha due stanze da letto al piano terra più una nella mansarda.

Per la presenza di una squadra di volontari per lo spegnimento degli incendi boschivi, al ristorante del Lodge la cena tarda ad essere servita. Ad un certo punto chiediamo pietà almeno per Giulia che si sta addormentando sul tavolo! Il personale si dimostra gentile e comprensivo, anche con noi.

 

Sabato 11/8. La macchina per il caffè all’americana presente nella nostra cucina non funziona ma alla reception ci consentono gentilmente di servirci dai thermos senza pagare.

La visita del GRAND CANYON NORTH RIM ci vede impegnati tutta la giornata in un paio di facili e piacevoli Trail affacciati su panorami grandiosi (Transept Trail, Bright Angel Point Trail). Nel pomeriggio presenziamo ad un’attività organizzata presso il Grand Canyon Lodge. Assistiamo allo spettacolo di una famiglia di INDIANI della tribù HOPI che si esibisce danzando. Sono bravissimi e noi siamo felici che Giulia possa coronare il sogno di vedere gli indiani!

Sulla strada di ritorno notiamo un gruppo di fotografi appostati, sdraiati a terra vicino ad una pozza in attesa degli animali. Non si sono accorti che i cervi sono sul prato dall’altro lato della strada?! Ceniamo di nuovo al Lodge perché Chihuahua non segnala la presenza di ristoranti nelle vicinanze.

 

Domenica 12/8. Rientriamo nel parco del Grand Canyon North Rim per fare una altro Trail fino all’IMPERIAL POINT dal quale si gode una magnifica vista sul panorama. Ok Chihuahua, ora portaci a Bryce! Rientrando nello Utah, passando dallo ZION PARK vorremmo fotografare ogni singola roccia. Strada facendo catturiamo le immagini di piante, montagne, tende indiane, animali, vecchie macchine, carri in stile telefilm “La casa nella prateria”. Anche Giulia ha una macchina fotografica e si impegna molto.

Attraversando la cittadina di FREEDONIA notiamo dei piccoli graziosissimi Hotel in legno con veranda e anche KANAB ci colpisce per lo stile delle abitazioni e l’atmosfera western. Entrambe potrebbero essere da tenere in considerazione per un pernottamento.

Le BRYCE GATEWAYS CABINS, sulla strada al bivio per il Bryce Canyon, sono molto carine ed i letti sono comodi. Come di consueto negli alloggi troviamo bollitore, caffè e tè. La vicina cittadina di PANGUITCH è deserta perché è domenica. Fortunatamente in fondo al paese il FLYING M RESTAURANT è aperto e fa un Fish&Chips notevole.

 

Lunedì 13/8. Il BRYCE CANYON è uno dei parchi più belli degli Stati Uniti Occidentali. Per accedervi si deve prendere la navetta e lasciare l’auto al parcheggio. È il primo parco che troviamo “affollato”, anche se mi immaginavo di peggio. Facciamo tutto il NAVAJO TRAIL LOOP ammirando la bellezza delle formazioni rocciose. Quello che viene chiamato ANFITEATRO è assolutamente spettacolare. Giulia è sempre la prima ad avvistare qualcosa, ad esempio alberi dalla forma strana, cervi e scoiattoli. Meno male che ci sono! Il Trail, abbastanza lungo e faticoso a causa della temperatura elevata, per lei tutto sommato non ha una grande attrattiva. Dopo aver pranzato con soddisfazione presso il ristorante del Lodge del parco, per premiare Giulia, che è stata bravissima camminando tutta la mattina, facciamo una sosta al BRYCE WILDLIFE ADVENTURE NATURAL HISTORY MUSEUM, un posto adatto alle famiglie dove è consentito dare da mangiare ai cerbiatti nel recinto, un’esperienza che a Giulia piace moltissimo.

Ceniamo a PANGUITCH alla COWBOY’S SMOKE HOUSE, un ristorante rinomato per la bistecca che noi indubbiamente ci meritiamo. È necessario prenotare.

 

Martedì 14/8. La giornata è dedicata alla SCENIC BYWAY 12 considerata una delle strade più panoramiche dell’intero West. A CANNONVILLE ci fermiamo al Visitor Center. Nel giardino c’è una mostra sui primi insediamenti nell’area. Restiamo incantati dai tanti Colibrì (Humming Bird) che svolazzano freneticamente e Giulia scorge anche un cervo volante verde. Non le sfugge nulla!

Da Cannonville una deviazione conduce al KODACHROME BASIN STATE PARK, un posto il cui solo nome evoca la spettacolarità del luogo per chi ama la fotografia. Qui facciamo un bel Trail lungo un percorso roccioso attraversando un paesaggio magnifico punteggiato da bassa vegetazione. Alcune piante inaridite sembrano sculture.

Proseguiamo la nostra Scenic Trip passando da ESCALANTE dove, notando delle Roulottes di metallo, ci si ripresentano davanti agli occhi tanti film americani.

Giulia non perde l’occasione per reclamare una sosta fotografica “Chi è con me?”

A tarda ora (le sette di sera! ahhahhaha) arriviamo a CIRCLEVILLE dove pernottiamo presso il semplice e funzionale BUNK HOUSE MOTEL, di Michael & Virgin. Troviamo un foglio sulla porta con le istruzioni per entrare e le informazioni per andare a cena. Peccato che, come sappiamo, i ristoranti chiudano presto! Facciamo un tentativo incrociando le dita perché a Circleville non c’è praticamente niente. Il CIRCLEVILLE CAFE’ infatti è già chiuso, però ha le luci accese… e dentro c’è gente perché la fortuna vuole che ci sia una festa di compleanno. Bussiamo alla porta ma ci fanno segno che sono chiusi. Allora chiediamo a Giulia di “fare il gattino”. La provetta attrice da premio Oscar, mostrando il visino sconsolato davanti alla porta, muove a compassione le ragazze del locale che riaprono e ci fanno entrare a patto che ci si accontenti dei sandwich. Giulia sorride soddisfatta della propria prestazione ed esclama “Chi è con me?”

Per la cortesia di averci sfamato lasciamo con piacere una mancia generosa alle giovani ristoratrici.

 

Mercoledì 15/8. L’impostazione della destinazione del giorno su Chihuahua è un rituale mattutino. Dove siamo diretti oggi che è Ferragosto? A LAS VEGAS! E toccando un nuovo stato: il Nevada.

Dopo avere letto diverse recensioni abbiamo scelto di alloggiare al TREASURE ISLAND. Lasciamo la macchina nel parcheggio libero dell’albergo (VALET FREE) ed entriamo all’interno del complesso alberghiero che vanta un bel casinò, il teatro, un paio di ristoranti, un bar, uno Starbucks e alcuni negozi. Per non fare la coda alla reception è possibile fare l’express check-in (e l’express check-out) in modo automatizzato in un’apposita stanza, una cosa che non avevamo mai sperimentato prima. L’importante è avere una carta di credito.

L’attenzione di Giulia viene subito catturata dall’immensa area piena di slot machines che si illuminano e suonano. Vorrebbe curiosare, ma ai bambini è permesso unicamente transitare ai margini del camminamento e solo se accompagnati. Di questa regola è piuttosto contrariata.

Agli ascensori c’è un addetto al controllo della chiave della camera, se non ce l’hai non sali. Preso possesso delle stanze scendiamo per andare a cena da SENOR FROG’S che propone specialità messicane. Dopo cena, lasciata Giulia con Enrico, vado con Chiara e Susanna sulla Strip restando abbagliata dallo sfavillio delle sue luci.

 

Giovedì 16/8. Fatta colazione da Starbucks, ci separiamo per visitare Las Vegas con un ritmo personalizzato. Io e Susanna vogliamo vedere gli Hotel più particolari e famosi. Passiamo attraverso i Casinò di tutti gli alberghi per non soccombere al gran caldo. Non avrei mai immaginato di adorare così tanto l’aria condizionata! L’Hotel più bello è senza dubbio il VENETIAN, dove c’è addirittura il Canal Grande con tanto di vere gondole su cui è possibile fare un giro.

Entriamo in un albergo dietro l’altro e in alcuni centri commerciali, ma è l’HARD ROCK CAFE’ che cattura la mia attenzione con i suoi cimeli, tra cui la giacca di camoscio con le frange che indossava Roger Daltrey degli Who a Woodstock! “See Me, Feel Me”…(sospiro).. Se all’epoca non avessi avuto solo quattro anni avrei proprio voluto esserci a quel mitico festival!

Dopo aver trascorso i giorni precedenti nei parchi e in mezzo alla natura, Las Vegas è proprio tutto un altro mondo. Chi non la ama la sminuisce dicendo che è tutta finta, ma a noi piace perché è come stare dentro ad un immenso parco giochi. Interrompiamo la nostra maratona solo per pranzare da BUBBA GAMPS con una ricca insalatona, ovviamente con i gamberi!

Alle cinque ci ritroviamo con Chiara, Enrico e Giulia presso il teatro del TREASURE ISLAND prontissimi per lo spettacolo MYSTÈRE del CIRQUE DU SOLEIL che, molto prima di partire, abbiamo prenotato online con uno sconto. In breve tempo il teatro si riempie tutto, c’è aroma di pop corn e tanta aspettativa. Quando lo spettacolo inizia non sappiamo dove guardare! Sbucano acrobati da tutte le parti! Gli sketch comici sono mimati e comprensibilissimi anche da chi non sa l’inglese, i numeri circensi sono di altissimo livello, la musica è suonata dal vivo, le cantanti sembrano fate. Sembra di stare dentro ad un incantesimo. Giulia è affascinata.

Al termine dello spettacolo Enrico commenta “non ricordo quanto ci è costato ma ne è valsa veramente la pena!” ed io ringrazio le mie colleghe, Cinzia e Lara, per le dritte sul viaggio e per essersi raccomandate di non perdere l’occasione di assistere ad uno spettacolo del Cirque du Soleil perché a Las Vegas è completamente un’altra cosa!

Prima di cena vado a bere una birra con Susanna al GILLEY’S dove sono in corso lezioni di ballo e sfide sul toro meccanico. Per comodità torniamo tutti a cena da SENOR FROG’S poi mi riaffaccio con Chiara al GILLEY’S dove un complesso country suona accompagnando i balli di sala. C’è una bella atmosfera.

 

Venerdì 17/8. Lasciamo la città che non dorme mai per andare verso ovest. Arrivati nella DEATH VALLEY capiamo perché si chiama Valle della Morte: fa un caldo infernale! Il termometro segna 119 gradi Fahrenheit, quasi 50° C! La fatica a cui sottoponiamo i nostri fisici però è ampiamente ricompensata dallo scenario unico. Le soste sono brevi per ragioni di sopravvivenza. Per darvi un’idea della calura, al FURNACE CREEK Visitor Center l’acqua dei fontanelli per il refill delle bottiglie esce calda. Io e Chiara acquistiamo una NECKBANDOO, bandana che trattiene l’acqua, ma ci pare che non funzioni molto.

Ripartiamo diretti verso la California. Per la notte abbiamo prenotato un TIPI indiano con cinque letti ad OLANCHA. Poiché per arrivarci si sta facendo tardi propongo di fermarci a PANAMINT per una cena veloce. Chi è con me? Il simpatico tormentone creato da Giulia ha conquistato tutti!

Di sicuro avremmo saltato la cena se non ci si fosse fermati, quindi abbiamo fatto bene, ma ora dobbiamo raggiungere la nostra destinazione entro l’orario del check-in, ovvero le 10 pm.

Col buio fatichiamo a trovare l’OLANCHA RV MOTEL ma riusciamo ad arrivare in tempo. Purtroppo, a causa di un disguido, non risulta la prenotazione e non sanno come fare. Figuriamoci noi! Giulia si è già addormentata e noi, stanchi, non vediamo l’ora di riposarci. Mostrando la prenotazione confermata evidenzio fermamente che sono tenuti a garantirci un alloggio. Ne convengono e, chiedendoci di pazientare, cercano una soluzione. Dopo le verifiche del caso ci offrono due TIPI più piccoli, di cui uno arrangiato con due brande, e naturalmente uno sconto. E che dobbiamo fare? Accettare e andare a dormire! Chi è con me?

 

Sabato 18/8. Impostiamo Chihuahua fino a June Lake, una graziosa località turistica. Per gli amanti del genere western segnalo la sosta a LONE PINE dove c’è un museo dedicato ai tanti film che sono stati girati in questa zona. Pensate che Barbara Stanwich ha voluto che le sue ceneri venissero sparse proprio qui. Pranziamo a BISHOP da JACK’S. Siccome oltre ad essere Ristorante è anche Bakery, già che ci siamo compriamo una torta di mirtilli (Blueberry Pie) per la colazione di domani.

Le camere del JUNE LAKE VILLAGER sono belle e confortevoli. In paese c’è la fabbrica di birra JUNE LAKE BREWERY dove è possibile fermarsi a bere. Facciamo una passeggiata fino al GULL LAKE MARINA dove ci rilassiamo contemplando il lago. Ceniamo al TIGER BAR apprezzando un salmone squisito accompagnato dalla birra locale.

 

Domenica 19/8. La nostra prossima meta è il Parco Nazionale di YOSEMITE che è immenso. Noi iniziamo a visitarlo entrando dal lato est. All’ingresso del TIOGA PASS ci danno le brochure con le mappe e i percorsi. Siamo impressionati dalla maestosità delle montagne e dalla vegetazione, così bella che sembra disegnata. Dopo aver chiesto le consuete informazioni al Visitor Center decidiamo di fare un paio di Trail nelle TUOLUMNE MEADOWS. Camminiamo fino al Parsons Memorial Lodge attraversando un ponte sul fiume Tuolumne River, poi torniamo indietro e con la macchina ci avviciniamo al POTHOLE DOME, un sassone bianco esageratamente bello che scaliamo a piedi (fino ad un certo punto) respirando a pieni polmoni l’aria buona  e riempiendoci gli occhi del magnifico panorama. Dopo il pic nic in compagnia di corvi e scoiattoli ci cimentiamo nel Trail TUOLUMNE GROVE OF GIANT SEQUOIAS che ci porta fino ad una dozzina di gigantesche sequoie. Sono davvero impressionanti. Arriviamo fino alla FALLEN MONARCH, una sequoia caduta e quindi sdraiata a terra, poi torniamo indietro passando sotto il CALIFORNIA TUNNEL TREE, un traforo naturale nel tronco di una sequoia enorme.

Uscendo dall’altro lato del parco notiamo le tracce degli incendi scoppiati proprio un paio di mesi prima del nostro arrivo. Fortunatamente alcune strade sono state riaperte giusto in tempo ma in certi punti sono ancora presenti le fiamme. A MARIPOSA, strategicamente vicina all’ingresso OVEST di YOSEMITE e a poche ore di distanza dalla costa, abbiamo prenotato per un paio di notti la BLUE OAK HAVEN, una casa da sogno. Già entrando nel giardino restiamo estasiati. L’eccitazione sale esplorando la casa, la sua struttura, i comfort e le attenzioni dei padroni di casa. Tanto per dirne una, hanno addirittura pensato di mettere a disposizione degli ospiti gli occhiali da vista con varie gradazioni per consentire la lettura dei libri e delle riviste dell’angolo biblioteca! La casa è dotata di una stanza per la lavanderia, in giardino c’è un’area attrezzata per il barbecue e la cucina sembra il set di una puntata di Master Chef. Abbiamo prenotato la casa tramite Booking.com, comunque questo è il contatto di VICKIE HAYER info@blueoakhaven.com e questo il sito Blueoakhaven.com. Nonostante la super cucina della casa, essendo piuttosto stanchi andiamo a cena in paese al modaiolo RISTORANTE 1850.

 

Lunedì 20/8. Trascorriamo la mattinata ancora a YOSEMITY, nel versante occidentale del parco, ammirandone la foresta e le alte ed abbaglianti montagne dell’HALF DOME e del CAPITAN. Compriamo qualche souvenir al Village Store del parco e poi torniamo a casa trascorrendo il pomeriggio in totale relax ma approfittando della lavatrice per fare il bucato. Mentre mi crogiolo al sole sulla veranda, noto improvvisamente qualcosa che, velocemente, quasi furtivamente, attraversa il giardino. Cosa sarà? Mi sembra di aver intravisto un animale con una coda lunga…

Chiamo Chiara. Silenziosamente, quatte quatte, avanziamo nella direzione in cui si è diretto l’animale che riappare e scappa allontanandosi rapidamente: è un COYOTE! Gli corriamo dietro, ma lui è molto più veloce. Siamo sicure di avere avuto una reazione normale? Scoppiamo a ridere.

Ceniamo a casa preparando una salutare insalatona ed una mega-frittata di 15 uova. In casa c’è tutto, anche l’olio d’oliva, ma ci sembra un po’ irrancidito… Ta-daaaa.. dal mio bagaglio spunta magicamente un boccettino col contagocce in cui, prima di partire, ho messo dell’olio EVO di prima qualità. Lo sapevo che sarebbe tornato utile!

 

Martedì 21/8. Siamo totalmente innamorati di questo posto, tanto che vorremmo trattenerci qui ma SAN FRANCISCO ci aspetta! L’ultima tappa in macchina è quasi liberatoria al pensiero che non dovremo più macinare miglia. Accediamo alla città attraversando il Ponte Nuovo pagando un pedaggio di 6$. Riconsegnata l’auto in O’Farrel St andiamo a piedi fino al WHITCOMB HOTEL, situato su Market St, con una prima impressione sconfortante della zona data la presenza di numerosi senzatetto. Il Whitcomb ci è stato consigliato. E’ un Hotel storico e ne conserva senz’altro le caratteristiche nell’aspetto esteriore, negli ascensori e negli arredi ma anche negli impianti elettrici decisamente non più a norma, negli scarichi dei wc rumorosi e mal funzionanti ed in una certa dose di polvere nelle camere, soprattutto negli angoli. A proposito di pulizia un giorno ci hanno messo un asciugamano “pulito” assolutamente sporco ed il personale della reception non brilla certo per gentilezza. In poche parole io NON ve lo consiglio.

Per visitare San Francisco bisogna avere innanzitutto delle buone scarpe, una mappa della città e un abbonamento ai trasporti. Consiglio l’acquisto del CITY PASS, valido 9 giorni consecutivi, che consente l’utilizzo illimitato per 3 giorni consecutivi di tutti i trasporti della MUNI (Cable Car, tram e autobus), da diritto ad una crociera di un’ora nella baia, all’ingresso all’Accademia delle Scienze, all’Acquario e in alternativa all’Exploratorium o al SFMOMA (San Francisco Museum of Modern Art). Inoltre garantisce uno sconto sul noleggio delle bici con Blazing Saddles e Parkwide e per gli acquisti da Bloomingdale’s e Macy’s. Il CITY PASS costa 89$ per gli adulti e 69$ per i bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni. Trovate tutte le informazioni sul sito su citypass.com/sf. Noi l’abbiamo comprato da Macy’s.

Nei nostri tre giorni di permanenza a San Francisco abbiamo visto diverse cose iniziando la nostra esplorazione subito a bordo di uno STORICO CABLE CAR e precisamente di quello che parte dal TURNAROUND di Powell St. Per evitare la ressa abbiamo guardato le famose manovre a mano per invertire il senso di marcia e poi siamo andati a prenderlo alla fermata successiva.

Al FISHERMAN’S WHARF si respira l’aria di mare e l’atmosfera festosa del molo. Il più famoso è il PIER 39 dove i SEA LIONS (leoni marini) si godono il sole e si fanno fotografare quasi mettendosi in posa. Sul molo ci sono negozi per fare shopping e localini per mangiare. Ne segnalo un paio dove siamo stati noi: CHOWDERS e HAMBURGHER SURF. Il must da provare è il Clam Chowder, la zuppa di pesce dentro la scodella di pane.

Il giro in Battello è molto piacevole, si passa sotto al GOLDEN GATE e si gira intorno ad ALCATRAZ. A proposito di Alcatraz, inizialmente avevamo pensato di visitarla ma poi abbiamo desistito per non impressionare Giulia.

E’ divertente andare su e giù per le strade di San Francisco, soprattutto con i mezzi perché a piedi le pendenze sono piuttosto impegnative. Lombard Street è più bella in foto che vista dal vivo, forse approcciandola dal basso è meglio. Nel quartiere di Russian Hill come in quello di Marina le case sono una più bella dell’altra. Chinatown è una città nella città, anche Japantown è da vedere. Usufruiamo del Pass per visitare l’ACQUARIUM OF THE BAY, la CALIFORNIA ACADEMY OF SCIENCES nell’edificio progettato da Renzo Piano e l’EXPLORATORIUM, un Museo interattivo dedicato a tutti gli aspetti della fisica e della scienza. Giulia, incuriosita da tutto, addirittura non vuole mangiare per poter sperimentare il più possibile. L’Acquario piace molto ai bambini, l’Accademia delle Scienze è bella per grandi e piccini ma l’Exploratorium è davvero un esperienza per tutti da non perdere.

Per comodità abbiamo sempre fatto colazione da DINER’S e consumato le nostre cene da SAM’S DINER 1229 Market St, entrambi proprio di fronte all’albergo.

Per andare all’aeroporto si può prendere la BART (trasporto rapido su rotaie) oppure, come abbiamo fatto noi, chiedere in albergo di prenotare un comodo Shuttle privato.

 

Dedicato a Giulia, grazie alla quale ho fatto un viaggio nel viaggio.

E forse anche voi. Chi è con me?

Love, Charlie

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