Berlino

L1130490-01BERLINO

Periodo : Agosto 2022

Durata : 8 giorni

Tipologia di viaggio : FAI DA TE

 

 
Da tempo Berlino era nella lista delle capitali europee che volevo vedere.

Quando Sara mi ha proposto di andarci insieme ho accettato senza esitazioni.

Sara parla tedesco ed è socia di HomeExchange, la grande comunità di scambio case in tutto il mondo, con cui ha trovato un appartamento in una zona centralissima, proprio sull’Isola dei Musei (in tedesco “Museuminsel”), con l’unica peculiarità della presenza di tre gatti da accudire.

In aggiunta al risparmio sul soggiorno, fortuna vuole di poter beneficiare del convenientissimo abbonamento mensile “9 für 90 ticket” – 9 Euro per 90 giorni di trasporto pubblico locale – introdotto dal Governo tedesco per i tre mesi estivi di giugno-luglio-agosto per incentivare l’uso dei mezzi pubblici e dei treni regionali e contro il caro-energia.

Prima di partire ci siamo studiate un paio di guide della città constatando di non poter vedere tutto ciò che Berlino offre al visitatore. Pensate che solo di musei ne conta quasi 160!

Per prepararci abbiamo anche letto un libro che ci ha davvero affascinato: “Stasiland – C’era un volta la Ddr” di Anna Funder, in cui l’autrice ha raccolto storie e testimonianze, di persone comuni ma anche di ex funzionari governativi, sui metodi subdoli e allucinanti per il meticoloso controllo della Stasi, la zelante e paranoica polizia segreta della DDR, che oltre alle proprie spie poteva contare sulle denunce volontarie di chi tradiva anche i propri familiari.

Suggestionate da questa lettura abbiamo fatto la precisa scelta di tralasciare tutta la parte che riconduce alla Germania Nazista per esplorare la città sulle tracce della Stasi nel periodo in cui era l’incubo di ogni cittadino della Germania Est, ma senza farci mancare la visita dei più importanti e splendidi musei del mondo presenti sulla Museuminsel!

 

Informazioni utili sui trasporti

Dall’aeroporto di Berlino Brandeburgo si raggiunge il centro con il treno espresso + la metro.

Il trasporto pubblico della città è capillare.

L’unica mappa disponibile e gratuita è quella della S-Bahn (ferrovia urbana) + U-Bahn (metropolitana) che trovate all’Ufficio Informazioni delle stazioni metro.

Purtroppo le fermate di metro/bus/tram non coincidono.

Scaricatevi l’utilissima App Offi – Journey Planner.

In alcune stazioni metro sembra di stare in un quadro di Escher: è un intricato sali e scendi di scale.

Per orientarci meglio noi abbiamo spesso preferito gli autobus, vanno dappertutto e sono puntuali. Le due linee turistiche 100 e 200 fermano in prossimità dei principali punti di attrazione e viaggiano con molta frequenza. Gli orari degli autobus sono scritti sulle colonnine con la H.

La pista ciclabile è sacra; fate attenzione perché i ciclisti vi falciano senza clemenza.

 

Informazioni utili sui musei

I musei sono chiusi il lunedì, quasi tutti.

Generalmente non aprono prima delle 10,00 e chiudono alle 18,00; controllate gli orari sui siti.

Su visitBerlin.com cercate la lista dei 37 Musei visitabili con il Museum Pass Berlin. E’valido 3 giorni e costa 29 Euro. Noi l’abbiamo sfruttato. Se fa al caso vostro, potete acquistarlo presso i Berlin Tourist Info Centres oppure su shop.visitBerlin.com.

Per visitare i musei situati sulla Museuminsel dovete prenotare uno Slot, ovvero una fascia oraria di ingresso. Fatelo, altrimenti non entrate. Potete prenotare di persona presso il Museo oppure on-line su shop.smb.museum.

Nei musei vi sarà richiesto di riporre zaini e quant’altro in un armadietto del guardaroba. Per il sistema di chiusura assicuratevi di avere una moneta da 2 Euro che recupererete al momento del ritiro di quanto stipato.

All’interno dei musei è consentito portare con sé una piccola borsetta per il minimo necessario.

Le audio guide sono gratuite e quasi sempre disponibili anche in italiano.

Nei musei si può usare la macchina fotografica ma senza flash.

Al Neues Museum è vietato fotografare la Nefertiti da vicino, vi faranno osservare una certa distanza. Se è lo scopo del vostro viaggio dovete per forza avere uno zoom adeguato, altrimenti fotografatela con gli occhi che è troppo più bello! Poi comprate un poster al bookshop.

Non tutti i musei sono provvisti di caffetteria.

La temperatura all’interno dei musei è generalmente normale ad eccezione della Neue Nationalgallery (arte moderna) dove fa parecchio fresco.

 

Altre informazioni utili

Il riduttore per la presa della corrente non serve.

Per mangiare conviene andare nelle Food Court dei grandi magazzini che sono tantissimi, comunque ci sono ristoranti e birrerie dappertutto.

Le cucine chiudono presto.

Non vi stranite se i camerieri saranno sgarbati e noncuranti.

Un cappuccino costa minimo 3,50 Euro; fatevene una ragione, però è mediamente buono.

Le persone che incontrerete a giro sono molto gentili.

Non chiedete informazioni ai negozianti perché non saranno in grado di darvele.

 

 

DIARIO

 

1° giorno 9/8

Preso possesso della casa e fatte le presentazioni con i gatti andiamo subito a fare un giro al di là del fiume fino ad Alexander Platz dove sventolano bandiere giallo-blu per esprimere vicinanza al popolo ucraino in guerra.

Al centro della piazza troneggia l’altissima Torre della Televisione, davvero impressionante.

Foto di rito davanti all’Urania Weltzeituhr, l’orologio che indica l’ora in tutto il mondo.

Dopo aver vagliato i ristoranti nella piazza e quelli nei dintorni optiamo per Cyclo, un sushi bar e cucina vietnamita molto carino con i tavolini all’aperto in Propst Str. 1.

 

2° giorno 10/8

I gatti di casa sono proprio belli e simpatici. Spelano abbastanza ma, d’altronde, pelosi sono.

Ci incamminiamo su Unter den Linden respirando la grandiosità di questo viale poi, da appassionate di fotografia, raggiungiamo con la metro la Fondazione Helmut Newton, situata a pochi passi dalla Stazione U-Bahn Berliner Zoo – occhio che nella zona gira della gentaccia.

Il Museo è bellissimo, le fotografie di Newton di più, sicché in totale rilassatezza ci perdiamo estasiate nelle sale.

Pranziamo con un panino nel tranquillo giardino del defilato e poco conosciuto Brücke Museum dove sono esposte mirabili opere dell’avanguardia tedesca, ispiranti e innamoranti, che per vostra informazione sono ciclicamente sempre diverse perché attinte dal ricchissimo archivio della Fondazione del museo.

Nel tornare col bus, ad una fermata restiamo colpite dalla distesa di tende canadesi accampate in un parco e dal cartello dice che è consentito il campeggio libero. Praticamente in città! Da noi è impensabile. Se ne volete approfittare..

Nel quartiere di Charlottemburg visitiamo la Kaiser-Wilhelm-Gedächtniskirche (Chiesa della Memoria) e i nuovi edifici della Chiesa e del Campanile, rispettivamente chiamati dai berlinesi La Scatola di Cipria e Il Rossetto per la loro forma.

Poi andiamo da Neni, ristorante segnalato dalla nostra guida, ma all’ingresso due antipaticissimi uomini (selezionatori?) ci allontanano come se scacciassero mosche indesiderate. Ma che modi.. Dovevamo forse prenotare? Ci voleva un dress code adeguato? Ma andatevene aff..!

Percorriamo il lungo viale Kurfürstendamm, con un’area pedonale centrale piena di splendide aiuole fiorite, dove c’è la Catena Spezzata, scultura in acciaio che rappresenta le due metà di Berlino quando era divisa.

E’ l’ora di pranzo e non troppo lontano ci sono i rinomati grandi magazzini KaDeWe che hanno la Food Court. Allora andiamo lì! così già che ci siamo li vediamo.

A Berlino è tutto complicato. Nessuno ti spiega le cose a modo e non le trovi scritte, per cui le impari a tue spese. Ma ora ve le diciamo noi.

Ad esempio, non è vero che si può mangiare a tutte le ore. Ti dicono di metterti in coda, tu la fai pazientemente, bramando già di bere una succulenta birra e chiedendoti chissà cosa c’è nel menù, poi quando ormai è il tuo turno arriva uno che annuncia “the kitchen is closed” e tanti saluti.

Ma come? Diccelo prima a che ora chiude, siam qui da mezz’ora!

Quindi possibilmente informatevi, ma comunque andate a cena sul presto.

A conferma di quanto evidenziato, le cucine della Food Court del KaDeWe chiudono alle 19,00.

Tornando verso casa ci fermiamo alla birreria Georgebrau mettendoci nuovamente in coda.

Quando sta per toccare a noi si ripete la stessa storia, la cucina ha chiuso. Sono solo le 20.30.

Quindi che si fa? Ci mangiamo le scatolette dei gatti?

Se non vogliamo restare digiune conviene tornare al vietnamita, la nostra ancora di salvezza, dove la gentilissima Alex ci accoglie sorridente anche se è tardi.

 

3° giorno 11/8

Buongiorno Sara! Buongiorno gatti!

Oddio.. ce n’è uno immobile a terra a pancia in su. Panicooooooo.

Sara! Aiuto! C’è un gatto stecchito!

Macché – ride lei – vuole farsi fare le coccole!

Mondo gatto! Sto scemo m’ha fatto prendere un colpo.

E che dire di peli e pallini della lettiera sparsi ovunque? Io dal puzzo vado in bagno addirittura con la mascherina! E se la sera li chiudessimo con la lettiera in salotto? Almeno la zona notte è salva. Stasera si prova.

Torniamo alla nostra visita di Berlino.

Iniziamo dal Museo top: il Neues Museum, che vale la visita e a mio avviso pure il viaggio solo per vedere il busto di Nefertiti, di una bellezza ipnotica e incomparabile.

Il Museo è vasto e ricco di tantissimi reperti egizi ma le audio guide sono programmate in modo confusionario, non c’è versi di capire, comunque aggeggiando un po’ sui tasti riusciamo ad utilizzarle.

A una certa ci trasferiamo in zona Gendarmenmarkt per vedere le due Chiese gemelle, una francese (Französischer Dom) e l’altra tedesca (Deutscher Dom) che però troviamo già chiuse.

Affidandoci nuovamente alla guida ci sediamo al Ristorante Augustiner. Il cameriere però è particolarmente sfavato e il tavolo è sudicio. Non si oppone alla richiesta di cambiarci la tovaglia, però la toglie sgarbatamente gettandoci le briciole addosso. Poi grugnendo ne mette un’altra altrettanto sporca!

Oh ma è l’ora di finirla con sti modi. Io qui non ci resto, piuttosto faccio la fame! – dico a Sara – e vi assicuro che se c’è una cosa che adoro fare nei viaggi è mangiare.

Lei sorridendo mi confessa che non osava dirmelo ma è dello stesso avviso. Benissimo, fuggiamo.

Poco lontano, di fronte ai Magazzini Lafayette, c’è Borchardt, rinomato ristorante riconoscibile dal tendone rosso, con ampia sala interna. Anche se sono circa del tre del pomeriggio ci fanno accomodare con gentilezza. A parte la piacevole vista di un bel biondo dall’altra parte della sala, il piatto del giorno non è da meno. Formaggio caprino caramellato, su un letto di valeriana accompagnato da tenerissime barbine rosse e delicati finferli ripassati in padella, guarnito con noci croccanti e lamponi. Un’apoteosi di gustosa bontà completata da un ottimo cheese-cake.

Sulla Friedrichstraβe il Checkpoint Charlie è terribilmente turistico ma va visto. La casetta di legno dipinta di bianco e la segnaletica tipo poster sono riproduzioni, ma aiutano a capire quale doveva essere la situazione di qua e di là dal Muro. Improvvisamente assistiamo al blitz dell’efficiente Polizia tedesca che arresta un gruppo di truffatori che stava sbancando degli incauti col gioco delle tre carte. Un applauso scrosciante si leva dalla folla, compreso il nostro.

Giusto per darvi un’idea del caos della zona.

Rientriamo a casa per dare da mangiare ai gatti. Certo che quando ci si mettono creano proprio un bello scompiglio. Dopo aver pulito e rimesso in ordine decidiamo di andare a cena al Markthalle Neun che è aperto solo il giovedì. Per andare nel quartiere di Kreuzberg prendiamo un autobus. L’atmosfera che regna nel Mercato coperto è leggera. Ci sono tanti giovani allegri e spensierati. Nessuno porta la mascherina, come del resto in tutta Berlino. Nei vari padiglioni c’è di ogni, dal sushi al gelato, dalle lasagne ai frutti della passione. Niente di trascendentale ma ci piace.

 

4° giorno 12/8

I gatti hanno fatto casino tutta la notte. Meno male che l’abbiamo presa a ridere ma non s’è chiuso occhio. Birboni!

Facciamo un salto al supermercato Edeka per prepararci dei panini per il pranzo al sacco poi iniziamo la giornata con un buon cappuccino al Coffee Lab sulla Wallstraβe.

La nostra mattinata prevede la visita del Märkisches Museum dedicato alla storia della città, interessante ma non trascendentale.

Pranziamo con i panini, sedute rilassate su una scalinata lungo la riva della Sprea contemplando il fiume, poi andiamo nel quartiere medioevale Nikolaiviertel a visitare la Nikolaikirche dove sono presenti antiche vestigia di epoca romanica, si tratta infatti della Chiesa più antica della città.

Ad un certo punto si avvicina un uomo che inizia a farci delle domande. Dapprima pensiamo che voglia importunarci poi, visto che si approccia con un tablet, comprendiamo che deve essere incaricato di fare dei sondaggi di gradimento. Tra le tante domande restiamo colpite da quella sulle misure anti-Covid. Rispondiamo sinceramente: sono pessime, manca il gel igienizzante e nessuno indossa la mascherina. Neppure lui infatti. Beccato in fallo, facendo finta di niente tira fuori lentamente la mascherina da una tasca e se la pone sul volto. Ma è lurida e spelacchiata! Decisamente non ci siamo.

Per il pomeriggio abbiamo prenotato uno slot al Pergamonmuseum, l’imponente museo nel quale restiamo colpite dalla magnificenza delle strabilianti ricostruzioni. Calcolate un certo lasso di tempo per la visita dei musei, sono veramente uno più bello dell’altro.

Ma noi volevamo vedere anche il Neue. E’ qui accanto, proviamo a farci un salto prima che chiuda anche se non l’abbiamo prenotato? Vai! Recuperiamo i nostri averi dagli armadietti, corriamo all’altro museo, rimettiamo le cose negli armadietti, ci addentriamo nelle sale. Ma non erano qui i quadri impressionisti? Boh, forse no. Le sale però sono belle. In una, dalla perfetta forma circolare con delle colonne alternate a statue di antiche divinità romane, ci facciamo un autoscatto esilarante, a testa in giù, con i capelli che sembrano sparati, anzi centrifugati. Ci piace da matti.

Forse siamo proprio matte. La riprova è che non è il Neue, siamo all’Altes Museum.

All’uscita boccheggiamo dal caldo. Certo che quest’anno anche qui il clima non scherza, pensavamo di trovare un po’ di fresco invece niente.

All’Humboldt University stasera c’è un concerto indie rock psichedelico di giovani band locali. Allora si va! e per cenare c’è il self-service del Bistro Lebenswelten.

Ci piazziamo ad un tavolino nel cortile con il cibo e due Spritz. Le pareti dell’edificio vengono ripetutamente illuminate ad effetto con fasci di luce dai diversi colori. Ma che bello ed è bella anche la musica! A fine concerto la serata si trasforma e diventa disco. Evvai! ci avviciniamo al Dj Set anche noi per ballare. Siamo felici e spritzzate!

 

5° giorno 13/8

Sara si accorge di avere inavvertitamente portato via l’audio guida della Nikolaikirche. Oggi però abbiamo programmato di andare da un’altra parte, come si fa? Ci si ripasserà appena possibile.

Nel “carismatico” quartiere Scheunenviertel, come descritto dalla guida, le nostre aspettative vengono sonoramente deluse. Ma dove sono le gallerie d’arte, i laboratori, gli stilisti della moda berlinese d’avanguardia? Mah.. a noi sembra tutto poco interessante.

I rinomati cortili Hackesche Höfe, in Rosenthaler Strasse non sono male.

Qui qualcosa di stiloso c’è, in particolare un negozio di scarpe ma dai prezzi inavvicinabili.

Nei paraggi Sara trova un paio di occhiali da sole da acquistare. Quando fa notare alla negoziante che sono un po’sporchi la signora non fa discorsi, sputa sulla montatura e alita sulle lenti per pulirli. Ma non si fa! C’è pure il Covid!!

Piuttosto segnaliamo il negozio Hoffnung Berlin in Monumentenstr. 33-34 www.hoffnung-berlin.de di un artigiano che lavora la pelle con precisione e creatività e se siete alla ricerca di un souvenir c’è uno dei negozi di gadgettistica Ampelmann, il famoso omino dei semafori pedonali della DDR.

Per il pranzo proviamo a fidarci un’ultima volta della Lonely Pocket?

Da Chen Chè l’ambiente è orientaleggiante ma ci sembra anche parecchio polveroso e pervaso da un odore di stantio. Comunque l’ampio salone interno è disdegnato da tutti i clienti per il caldo. La ragazza del locale, che ha una voglia di lavorare che le salta addosso, con scostante sufficienza ci indica un minuscolo tavolino nel non esattamente “incantevole giardino zen” – come descritto dalla guida – ed oltretutto in un punto di passaggio. Dopodiché ci considera il giusto, anzi il niente. Questa situazione mi fa proprio venire il nervoso. Siamo pronte per un’altra fuga? Certo!

Poco più in là, sempre su Rosenthaler Strasse, al nr. 23, c’è Funk You Natural Food, un bel posticino pulito e frequentato da gente giovane e sorridente, in cui vengono preparati sandwich sfiziosi, deliziose insalate e smoothies di frutta e verdura di stagione. Lo stra-consigliamo.

Da fuori ammiriamo la Neue Sinagogue poi prendiamo la metro per vedere la Stettiner Banhöfe, una delle dodici famose Geisterbahnhöfe, stazioni fantasma della rete metropolitana, così chiamate perché, quando fu costruito il Muro, furono chiuse e strettamente sorvegliate dalla milizia per impedire che venissero usate come via di fuga. Rimasero sigillate per 28 anni e alla caduta del Muro vennero riaperte. Alcune sono state reintegrate nella rete di trasporto.

In questa è allestita anche una mostra fotografica storica.

Raggiungiamo l’imperdibile Gedenkstätte Berliner Museum. Questo è il luogo dove farsi un’idea concreta di ciò che significava il Muro. Nel centro di documentazione la cruda realtà vissuta negli anni della Guerra Fredda è tangibile e attentamente testimoniata da fotografie, immagini, reperti dei tentativi di fuga, video-testimonianze, pannelli esplicativi.

Da qui è possibile vedere un lungo pezzo integro di Muro e la barriera divisoria denominata “striscia della morte”, rimasta come allora, con la torretta di guardia da cui gli eventuali tentativi di evasione venivano dissuasi a fucilate. La tensione, i dispiaceri, l’incredulità e la frustrazione sono palpabili. Peccato dover venire via da questo luogo. Vi suggeriamo di dedicargli un’intera giornata.

Rientriamo con la metro per vedere la nuova fermata Museumsinsel con il soffitto stellato su sfondo blu.

A casa troviamo un putiferio. I gatti si sono sdati. C’è un tripudio di peli, trucioli e pure una cacca nel bel mezzo del salotto. Carini eh.. ma non possiamo passare mattina e sera delle ore appresso a loro, eccheccatzen! Dopo aver rassettato casa ci prepariamo ed andiamo al B-Flat Acoustic Music & Jazz Club, un locale underground per una serata Modern Soul Jazz davvero memorabile.

 

6° giorno 14/8

Dopo la consueta sistemata mattutina della casa e aver governato i gatti partiamo per il quartiere di Friedrichshain, dove il tratto del Muro più lungo esistente (oltre un km) è diventato un’opera d’arte collettiva a cielo aperto. Infatti si chiama East Side Gallery.

Artisti venuti da tutto il mondo ne hanno dipinto le pareti. Impossibile non restare incantati davanti al famosissimo bacio tra Honecker e Brežnev o alla Trabant azzurra che sfonda proprio il Muro, ma sono tanti i disegni, i temi e i colori che ci conquistano, tant’è che ci restiamo tutta la mattinata.

Dalla stazione metro nei pressi del bellissimo Ponte Oberbaumbrücke ci trasferiamo a Potsdamer Platz dove noti architetti hanno contribuito al rinnovamento urbano con una serie di grattacieli.

Al Sony Center pranziamo in uno dei tanti ristoranti turistici, indegno di nota, dove credendo di ordinare una birra rossa ci siamo viste servire una sorta di sidro dolciastro, se non altro rinfrescante.

Passiamo davanti alla particolare struttura della Berliner Philarmonie ed arriviamo alla Neue Nationalgalerie dove restiamo a lungo conquistate dalle numerose opere di arte moderna.

Per cena non abbiamo più voglia di imbatterci in gente scortese o di fare file inutili.

Ripassiamo da Alexanderplatz per tornare, per la terza volta e con somma gioia delle carinissime cameriere, al nostro ristorantino vietnamita che per l’occasione rinominiamo TriCyclo .-)

Rientriamo facendo una passeggiata al chiaro di luna passando dalla Nikolaikirche per lasciare la audio guida arraffata da Sara attaccata al pomello del portone.

 

7° giorno 15/8

Iniziamo la giornata scendendo col bus vicino alla Stazione metro di Friedrichstraβe per vedere il Tränenpalast, Palazzo delle Lacrime, che però troviamo chiuso perché è lunedì!

La sua enorme sala è visibile anche dall’esterno attraverso le grandi vetrate dell’edificio di acciaio ma sarebbe stato interessante visitarlo.

Camminando sulla Shiffbauerdamm, che costeggia la Sprea, arriviamo fino al Palazzo del Reichstag. Nella zona è apprezzabile l’architettura anche di altri edifici, come la Haus Der Kulturen Der Welt e il Berlin Cube.

Proseguiamo fino alla maestosa Porta di Brandeburgo alle cui spalle sono posti dei pannelli fotografici della costruzione del Brandeburg Gate e della caduta del Muro.

La Brandeburger Tor si affaccia sull’ampia Pariser Platz dove, dopo una sfilza di foto di rito, una peggiore dell’altra perché accecate dal sole, ci infiliamo nella nuova sede della DZ Bank in cui troneggia una gigantesca opera di Frank Gehry.

Sulla Friedrichstraβe la nostra attenzione viene catturata dalle vetrine di Drive, un salone per auto, in cui si intravedono Volkswagen vecchie e nuove, la Trabant azzurra e altri modelli di auto luccicanti. Entriamo per divertirci a scattare qualche foto.

Credendo di andare sul sicuro torniamo da Borchard ma il cameriere gentile è scomparso, il menù del giorno non è di nostro gradimento e manca pure il biondo della situazione per rifarsi almeno gli occhi. Conveniva farsi il panino al supermercato.

Con l’autobus andiamo fino al Tiergarten dove, al centro della rotonda Grosser Stern, c’è la Colonna della Vittoria poi ci rechiamo a Prenzlauer Berg dove ci facciamo tutta Kastanienallee a piedi. Questa è la lunga via della Berlino alternativa, dove ci aspettavamo di trovare chissà che di vintage e di trendy, ma anche qui le aspettative vengono disattese.

Sara ed io siamo però concordi nell’affermare che ne è comunque valsa la pena perché in un negozio di dischi riusciamo a trovare un LP dei RENFT, lo storico gruppo rock della DDR.

E chi li conosceva i Renft! Noi li abbiamo scoperti e subito amati leggendo il libro della Funder, tanto per darvi un’idea dei suoi contenuti avvincenti e preziosi.

Leggetevi la storia del leggendario gruppo rock della DDR che scriveva pezzi dai testi ribelli, “troppo esplosivi per il regime”. Di come gli è stata imposta la fine, quando la funzionaria della commissione licenze gli comunica lapidariamente “Come gruppo non esistete più” e “i dischi dei Renft scomparvero dai negozi da un giorno all’altro”.

Peccato che, alla convocazione, Klaus Renft si sia portato un registratore, che sia riuscito a mettere in salvo il nastro e che la gelida comunicazione si possa ascoltare incisa come traccia finale in un disco! Una denuncia davvero unica del riformato gruppo risorto con un nuovo nome.

Inizia a piovere in modo torrenziale, al punto da essere in difficoltà a raggiungere la fermata dell’autobus. Almeno si ripulirà la città dalla diffusa patina polverosa.

Ceniamo in zona all’Hako Ramen con la speranza che smetta di piovere a dirotto.

 

8° giorno 16/8

Per il nostro ultimo giorno a Berlino abbiamo prenotato la visita guidata del Reichstag, il Parlamento. Dapprima ci fanno mettere al collo un Badge poi, alla faccia del Covid, si sale al piano superiore con un grande ascensore stipati come sardine (solo noi mascherate). Qui veniamo indirizzati in uno dei settori del Parlamento, che è vuoto, nel senso che non ci sono sessioni in corso. Un’addetta ci racconta la storia, le curiosità e risponde alle domande, quindi ci viene permesso di andare a vedere la Cupola di vetro disegnata dall’architetto Norman Foster.

Percorrendo il camminamento concentrico è possibile salire fino in alto. Come tutti anche noi ci impegniamo a scattare delle foto.

Dentro alla Cupola però fa un caldo da sentirsi male. Infatti.. appena usciamo svengo per strada.

Ho giusto il tempo di dire che mi sento mancare poi buio completo per qualche minuto. Riprendo conoscenza realizzando di essere a terra, con la testa appoggiata sulle ginocchia di Sara – che si è presa un colpo, altro che gatto stecchito! – e che ha prontamente chiesto aiuto ai passanti. Per l’appunto passava di lì un’infermiera che mi ha subito sentito il polso, un ragazzo che è andato di corsa a comprare una bottiglia di acqua fresca e un signore che ha chiamato i soccorsi.

Che arrivano nella figura dei? Pompieri! Questa non mi era ancora capitata..

Fatte le prime verifiche pressorie e cognitive durante le quali mi riprendo, mi chiedono se voglio andare in ospedale. Dato che domani dobbiamo partire declino l’offerta firmando un foglio. Ci manca solo di restare trattenuta in Germania.

Per l’ultima notte abbiamo prenotato il Motel One Alexander Platz vicinissimo alla stazione e dunque comodo per prendere metro + treno per l’aeroporto. Botta di vita e scelta azzeccata, considerando fra l’altro di non avere l’incombenza dei gatti.

 

 

Appendice

 

In alcune zone del centro noterete degli enormi tubi colorati dal percorso talvolta contorto. Spesso raggiungono discrete lunghezze e attraversano le strade a diversi metri d’altezza. Servono per drenare l’acqua dal terreno su cui poggia la città. A noi sono piaciuti da fotografare.

 

Le bottiglie di vetro e di plastica costituiscono un vuoto a rendere, pertanto spesso vedrete persone anziane o indigenti che le recuperano. In ogni supermercato c’è un macchinario dove introdurle per avere in cambio un buono sulla spesa o i contanti benché si tratti di pochi centesimi. Se ve le chiedono siate gentili e fatene dono.

 

La suoneria di qualsiasi cosa è delicata. Non sentirete né un campanello di casa né la sirena del camion dei Pompieri altisonante.

 

Per strada abbiamo notato l’assenza delle cacche di cane. Vogliamo prendere esempio?

 

Abbiamo incrociato diversi uomini vestiti da donna, anche in modo eccentrico, apprezzando la loro disinvoltura, il senso di libertà che esprimono e quella di chi evidentemente li accoglie.

 

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