Albania

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ALBANIA BREVE

Periodo: settembre 2014

Durata: 9 giorni

Tipologia: viaggio di gruppo con VIAGGI AVVENTURE NEL MONDO

 

 

ITINERARIO

TIRANA – ELBASAN – POGRADEC – SVETI NAUM (MACEDONIA) – KORCA – KAMENICA – LESKOVIK – GIROKASTRA – SIRI Y KALTER (OCCHIO BLU) – SARANDA – BUTRINTO – LLOGORA’ – APOLLONIA – ARDENICE – BERAT – KRUJA – TIRANA

Cancellate i pregiudizi! L’Albania è una destinazione da scoprire che va oltre le aspettative. L’Albania offre tutto: mare e monti, colline, laghi, fiumi e da visitare ci sono castelli, siti archeologici, chiese ortodosse affrescate e musei; ma la vera sorpresa del viaggio è la gente, soprattutto quella che si incontra fuori dalla capitale, ancora genuina, curiosa e molto cordiale.

E poi si mangia benissimo.

**INFO UTILI**

VOLO

Il nostro: volo diretto ALITALIA da Roma FIUMICINO e Milano MALPENSA su TIRANA. Esistono anche voli low cost da diverse città italiane.

FORMALITA’ DI INGRESSO

In Albania si entra con la carta di identità italiana valida per l’espatrio.

Ho letto che se la carta d’identità è stata rinnovata con il timbro potrebbero non fare entrare nel paese. Casomai portare il passaporto.

MONETA

In ALBANIA c’è il LEK (Leke al plurale) 1 € = 138 ALL.

La tabella di COINMILL con il cambio Euro-Leke e viceversa è molto utile, stampatevela e tenetela a portata di mano.

A Tirana sono presenti anche le nostre principali Banche con ATM. Noi abbiamo portato contanti che abbiamo facilmente cambiato ovunque nei Money Change.

Negli alberghi si paga in Euro, nei Ristoranti in Leke.

Gli ingressi nei musei e siti archeologici si pagano in Leke.

In MACEDONIA c’è il DINARO ma si paga tranquillamente in Euro.

LINGUA

Albanese. Moltissime persone parlano italiano.

SICUREZZA

Gli albanesi sono persone gentilissime, pronte ad accoglierti e ad aiutarti.

Immagino che ad agosto, quando le spiagge sono affollate, si debba stare attenti come in qualsiasi altra parte del mondo.

CLIMA e ABBIGLIAMENTO

Stesso clima della nostra Puglia perciò a settembre si dovrebbe stare come dei ragni! Ma quest’anno ha piovuto, spesso.

Cosa portare: abbigliamento estivo, costume da bagno per il mare, un pile leggero per la sera, giacca a vento per la pioggia, calzature comode per scarpinare sulle vie acciottolate e scivolose di Gjirokastra e Berat.

SITUAZIONE SANITARIA

Nessun problema sanitario. A Butrinto ci sono le zanzare, portare un repellente.

FUSO ORARIO

L’ora albanese è identica a quella italiana.

TELEFONO

Copertura cellulari: praticamente ovunque e con tutti i gestori.

Qualcuno si è collegato al wifi, ma quella di stare attaccati ai cellulari non è stata la priorità di nessuno.

ELETTRICITA’

Prese a tre buchi. NON occorre portare l’adattatore.

TRASFERIMENTI LOCALI

In Albania circolano solo mezzi robusti per via delle strade.

Il costo del carburante varia da zona a zona, mediamente il diesel costa 187 leke/litro.

Le strade albanesi sono buone ma parecchi chilometri sono di curve e tornanti.

Esiste una linea ferroviaria da Tirana a Pogradec ma è molto poco utilizzata, non abbiamo mai visto un treno in circolazione.

Essendo il nostro un gruppo di Avventure, come da programma abbiamo girato il paese in minibus con autista.

PERNOTTAMENTI

Su internet si trovano numerosi alloggi attraverso i vari motori di ricerca.

In ogni caso la ricettività è alta e chi non ha posto te lo trova dal vicino.

Per una camera doppia si spendono tra i 25,00 e 35,00 Euro.

I nostri alberghi:

HOTEL VILA E ARTE – TIRANA – pulito e tranquillo

GRAND HOTEL – KORCA – centrale

HOTEL KOTONI – GIROKASTRA – B&B a conduzione familiare

A SARANDA abbiamo dormito da un affittacamere amico dell’autista

LLOGORA’ TOURIST VILLAGE – LLOGORA’ – i bungalow sono deliziosi

NASHO VRUHO – BERAT – immacolato e confortevole

Ho visitato il BERAT BACKPACKERS, molto carino, in una bella casa ristrutturata www.beratbackpackers.cominfo@beratbackpackers.com, referenti Zach e Laura.

RISTORANTI

In Albania si mangia bene e in dosi abbondanti. Una cena costa mediamente sui 1200 Leke a testa (8,00 euro) mangiando fino a scoppiare.

Le birre locali – TIRANA e KORCA – sono molto buone, il vino non è eccezionale ma per determinarlo scientificamente abbiamo dovuto assaggiarne parecchio.

Il Raki (distillato simile alla grappa) è un must col quale abbiamo immancabilmente concluso le nostre serate.

Il caffè si trova ovunque ed è davvero ottimo; i bar non sono attrezzati per servire la colazione, hanno solo le bevande ma puoi portarti i dolci acquistati in pasticceria.

Piatti tipici:

QOFTE (si pronuncia CIOFTE) polpette saporite, sempre diverse

DJATH (si pronuncia GIAT) formaggio tipo feta, servito caldo è buonissimo

BUREK (si pronuncia BIUREK) pasta sfoglia ripiena di formaggio o di carne

TRILECE dolce tradizionale

I nostri ristoranti:

RIST. PIZZERIA GLORIA – TIRANA, menù di pesce, piacevole terrazza sul tetto

MILLENIUM – POGRADEC, sul lago Ohrid

BIRRERIA – KORCA, cibo buono in un posto alla buona

TAVERNA KUITIMI – GJIROKASTRA, tipico e ottimo

FARMA SOTIRA – LESKOVIK, perfetto per un pranzo all’aperto lungo la strada

RIST. DEL CASTELLO – SARANDA, buona ma senza lode

RIST. LIVIA – BUTRINTO, all’interno o sotto al pergolato, ottimo cibo

RIST. LLOGORA’ TOURIST VILLAGE, non ci è piaciuto

RIST. HOTEL SOFO – LLOGORA’, cena strepitosa e abbondante

RIST. WILDOR – BERAT, si mangia bene anche qui

RIST. SERENATA – TIRANA, per concludere in bellezza stramangiando bene e ballando, la musica è dal vivo

**DIARIO DI VIAGGIO**

Innanzitutto i protagonisti del viaggio: Laura, Marco, Monica, Pino, Roberto, Salvatore, Sergio, Silvia ed io. Nessuno si conosce, a parte Monica e Sergio.

All’aeroporto Nené Tereza di Tirana ci presentiamo a Genti, che sarà il nostro autista, con una bottiglia di Chianti della Badia a Coltibuono e lui immediatamente ci regala il suo cuore. Ora siamo davvero uno splendido gruppo.

Sabato 30/8 Roma/Milano – TIRANA (Hotel Vila e Arte)

La prima cosa che ci colpisce di Tirana sono i contrasti. I palazzi sono di chiaro stampo socialista, alcuni coloratissimi; con le facciate piene di condizionatori affaticati fanno da sfondo al ritmo vitale della città. Sui viali circolano Mercedes e Porsche. Nel Blloku si alternano enormi abbaglianti negozi di telefonia mobile a quelli tradizionali di abiti da sposa e di mobilia sfarzosa quasi kitsch. Nei giardini le signore vendono di tutto, dalle more nei bicchieri di plastica alle spazzole per capelli. Lungo il marciapiede noto una signora con una bilancia pesa persone. Benvenuti in Albania.

Il Vila e Arte, situato vicino alla Prokuroria Shqiptare, solitamente utilizzato dai gruppi di Avventure, è un buon Hotel. Di fronte c’è un utile piccolo minimarket e andando avanti a destra si trova una piazza con un bel mercato alimentare.

Sulla bella terrazza della Pizzeria GLORIA condividiamo la nostra prima cena di gruppo a base di pesce. Capita spesso che nei gruppi ci sia chi ama bere birra e vino e chi no, chi ne beve di più, chi di meno. C’è anche chi mangia per due. Comunque quello del bere è effettivamente un nodo da sciogliere ogni volta. Pino chiede subito che ognuno possa sentirsi libero di bere, se lo desidera, dando quest’amabile impronta al viaggio: il piacere di un bicchiere e quello di offrirlo.

Domenica 31/8 Tirana – ELBASAN – POGRADEC – SVETI NAUM – KORCA (Grand Hotel) – tot km 250

Partiamo col nostro spazioso minibus Mercedes con Genti alla guida. La nostra giornata prevede quattro tappe: Elbasan, Pogradec, Sveti Naum, Korca. Lungo la strada sfilano sgargianti edifici dai colori verde ramarro, viola fiorentina, rosso vermiglio e scarlatto, giallo cinabro. Si alternano a costruzioni in pietra che sembrano dei castelli in miniatura con tanto di torri merlate e alle case dall’impronta futurista con intere facciate di vetro. E’ questa la moda architettonica. Il paesaggio è punteggiato dai bunker, per lo più abbandonati, che qua e là fanno mostra di sé, grigi testimoni della follia del dittatore.

ELBASAN è un piccolo villaggio carino, in ristrutturazione, raccolto nell’abbraccio delle sue mura. Dopo aver sgranchito le gambe c’è la prima sosta caffè nel bar sorto all’interno di un ex Moschea. Inizia qui il rituale di concedersi una pausa, con il piacere di offrirsi da bere, per spezzare mattinate e pomeriggi fatti di chilometri o di visite.

POGRADEC è una bella località balneare, adagiata su un limpido lago, con ristoranti e spiaggette attrezzate. Pranziamo lautamente a base di tenera e succulenta carne “contornata” dall’immancabile insalatona greca al Ristorante dell’Hotel MILLENIUM, affacciato sul lago, consci di perdere tempo prezioso; ma siamo in vacanza e dobbiamo ancora ingranare la marcia prima di massacrarci di km.

Per smaltire ci avviciniamo al confine macedone avviandoci a piedi.

Per circolare in Macedonia il minibus dovrebbe avere un’apposita assicurazione che non abbiamo fatto volendo visitare solo il vicino Monastero oltre confine.

Con l’aiuto di Genti assoldiamo un tassista albanese che, col suo vecchio Mercedes, passa la frontiera con Laura, Pino, Roberto e Salvatore facendo regolarmente dogana.

Nel frattempo Marco, Monica, Sergio, Silvia ed io attraversiamo le due frontiere a piedi. Oltre confine veniamo raccattati dal solito taxi tornato indietro a riprenderci dopo aver depositato gli altri a destinazione. Il tassista parte a razzo mentre Marco ha ancora lo sportello aperto! In sei, uno in collo all’altro, nella macchina sparata a tutta velocità, ci prende un ridere tremendo. Sembra di stare al luna park!

Il Monastero di SVETI NAUM è di una bellezza eccezionale. Anche noi, come i devoti, ci accovacciamo sulla tomba di Sveti Naum per sentirne battere il cuore. Il Monastero è situato all’interno di uno splendido parco dove, oltre alla spiaggia, al lago dove fare il bagno, ai casottini di souvenir e all’area ristorante all’aperto stile sagra che a saperlo si pranzava direttamente qui, c’è una romantica laguna interna dove ci si può avventurare in barca e un complesso alberghiero. E’ un peccato non potersi trattenere più a lungo in quest’oasi meravigliosa! 

Dopo aver nuovamente attraversato la frontiera con il solito stratagemma, ripartiamo arrivando a KORCA abbastanza tardi.

Prendiamo velocemente possesso delle nostre camere al GRAND HOTEL, imponente albergo in perfetto stile regime. Veloci ci copriamo perché fa freddo e raggiungiamo VOSKOPOJE, un paese simile ad Elbasan, ma già abbastanza ricostruito, famoso per le sue quattro chiese ortodosse e la loro iconostasi. Genti va a cercare il Pope che gentilmente ci accoglie e ci apre la CHIESA DI SAN NICOLA, quella principale. Tornati a Korca andiamo a cena al Ristorante del BIRRIFICIO KORCA dove si può mangiare all’interno o nel bel giardino. Fa freschino perciò optiamo per una tavolata al riparo. La carne grigliata è tenerissima, ottime le saporite salsicce (QOFTE), abbondano vere patate fritte ed il ketchup che esplode sul vestito di Laura. La birra scorre a fiumi.

Per concludere in bellezza, ai tavolini del bar (già chiuso) dell’albergo, Genti ci offre più di un giro dello strepitoso RAKI di sua produzione. GEZUAR! Alla salute!

Roberto da buon sommelier si esalta. Con il suo esame visivo, olfattivo e gustativo, oltre a ridondanti proprietà organolettiche, descrive anche giorno e ora della distillazione, chi batteva la fiacca, chi lavorava, chi indossava cosa e che tempo faceva… ahhahha! in Raki Veritas.

Lunedi 1/9 KORCA – GJIROKASTRA (Hotel Kotoni) tot km 205

Appuntamento nella hall dell’albergo già “colazionati” per andare a piedi in centro a visitare il MUSEO DELL’ARTE MEDIEVALE di KORCA (ingresso 200 Leke).

Se trovate chiuso insistete e suonate oppure cercate qualcuno nella chiesa adiacente; tengono chiuso per motivi di sicurezza, ma ci sono. Aurel Bela, un ragazzo gentilissimo, e anche belloccio, che parla italiano, si profonde in spiegazioni facendoci apprezzare i capolavori custoditi in questo imperdibile museo.

Le icone sono stupende e abbiamo la fortuna di vedere esposte tutte le opere (spesso i pezzi vengono prestati ad altri musei del mondo per importanti mostre). Ci sono opere dei più importanti artisti albanesi, primo fra tutti Onufri, conosciuto per il suo rosso particolare, una tonalità che neppure suo figlio, anch’esso pittore, è riuscito a riprodurre. Questo colore mi riporta alla mente le opere del Rosso e del Pontormo.

Al termine della visita saccheggiamo una piccola panetteria situata proprio nella piazza dove c’è il museo, poi torniamo al Grand Hotel.

Ci aspetta una giornata di viaggio su strada serpeggiante.

Facciamo una piccola sosta per visitare i resti di Kamenica, la donna col feto ritrovata insieme ad altri scheletri in un’antica area abitata dove gli scavi sono ancora in corso.

Verso le due, passato Permet, sostiamo a Leskovik per pranzare alla FARMA SOTIRA, un piccolo resort rurale con bungalow, area campeggio e allevamento di pesci dove assaggiamo per la prima volta il DJATH, una sorta di feta calda che è una vera squisitezza.

Quando arriviamo a GJIROKASTRA piove ed è abbastanza tardi.

L’Hotel KOTONI è situato in alto nella parte arroccata di GJIROKASTRA. Carichiamo tutti i bagagli su un taxi e saliamo a piedi cautamente, le strade lastricate con sassi irregolari sono bagnate e sdrucciolevoli.

Vita Kotoni e suo marito sono molto gentili e premurosi.

Ci sistemiamo al volo nelle stanze che però non bastano per tutti, perciò chi russa di più viene alloggiato dai vicini, e non faccio la spia!

Alla TAVERNA KUITIMI c’è il pienone. Proviamo a cercare un’alternativa ma facendo due chiacchiere con Jona, una simpatica ragazza bionda che lavora in un negozio di souvenir, veniamo scoraggiati ad andare altrove. Marco, rimasto a fare la posta al Kuitimi, ci manda un sms: “Tavolo pronto in 2 minuti..” Evviva! Per apprezzarne la cucina ordiniamo l’impossibile, anche le rane!

Martedì 2/9 GIROKASTRA – SYRI I KALTER (OCCHIO BLU) – SARANDA tot km 108

Dopo la buona colazione nella tavernetta della famiglia Kotoni andiamo a piedi al CASTELLO (ingresso 200 Leke con audio-guida che non funziona). Giriamo liberamente all’interno delle mura e visitiamo il Museo (altri 200 Leke), ricco di armi e di interessanti foto storiche, e le prigioni. Pausa relax per un caffè nel bar sotto al Castello poi andiamo a vedere CASA SKANDULI e CASA ZEKATE (ingresso 200 Leke per entrambe). Le due case ottomane hanno la stessa struttura a più piani, con tante stanze. Nella seconda, più bella, affrescata e arredata, restiamo confinati per un po’ di tempo a causa della pioggia che ha deciso di venir giù veramente forte.

Pranziamo alla spiccia in un piccolo forno nella piazza principale con del BUREK poi, belli umidi, partiamo col minibus per Syri y Kalter.

Per fortuna ha smesso di piovere, peccato però che non ci sia il sole quando arriviamo al famoso OCCHIO BLU, i colori sarebbero più belli. E’ comunque di un color turchese esagerato. Capisco che nelle calde giornate estive venga voglia di buttarcisi dentro anche se l’acqua è fredda.

SYRI Y KALTER è il posto dove incrociamo il maggior numero di turisti.

Sosta caffè in un posto carino al bivio della strada che va verso sud, più che altro per scaldarci, e ancora strada. Le curve terminano praticamente sulla costa. Da una parte c’è il mare e dall’altra un lago dove allevano le cozze. Arriviamo a KSAMIL, già svuotata dei turisti, ingrigita dalla pioggia che ha ripreso a scendere. Ksamil è più vicina a Butrinto ma è talmente anonima, con i suoi edifici accavallati che la deturpano e gli esercizi commerciali chiusi, che preferiamo andare a dormire a SARANDA, imbruttita dalla medesima cementificazione selvaggia ma dove almeno c’è un po’ di vita. Genti da un colpo di telefono ad un amico e ci trova da dormire presso un affittacamere. Già che ci siamo ci fermiamo al ristorante del Castello di Saranda per prenotarlo per stasera. Visto che fuori piove, ci intratteniamo per una merenda ed è qui che assaggiamo il TRILECE, favoloso dolce tipico fatto con pan di spagna imbevuto di panna, latte fresco e latte condensato.

La casa dove alloggiamo si trova in Rruga Studenti. Le camere sono ampie e confortevoli. Una solerte signora di una certa età, vestita di nero e con la pezzola nera in testa, pur non parlando una parola di italiano ci fa capire che per qualsiasi cosa basta chiedere.

Faccio un giro per Saranda con Laura e l’incontenibile Silvia che razzola tra montagne di abiti usati alla ricerca di una felpa.

La cena a base di pesce nell’ambiente “scicchettoso” del Castello è buona e come al solito annaffiata da gaie abbondanti dosi di vino.

Mercoledi 3/9 SARANDA – BUTRINTO – mare! – LLOGORA’ (Llogorà Tourist Village) tot km 132

Tragicomico inizio di giornata con Roberto e Salvatore che sono rimasti chiusi in camera. Mentre le battute si sprecano, e i due non imprecano, ognuno di noi prova a turno a scassinare la serratura senza successo. Per tirarli fuori ci vorrà un po’ di tempo, soprattutto l’intervento di un amico del proprietario della casa.

Nell’attesa della liberazione non ci resta che andare a fare colazione. Che infami!

Finalmente intorno alle dieci partiamo per BUTRINTO. Per fortuna il tempo regge. Costeggiamo nuovamente il lago che col sole è veramente bello. A Butrinto (ingresso 500 Leke) prendiamo una guida (20,00 Euro/gruppo): la giovane Aurora – forse una studentessa – ci accultura accompagnandoci nelle bellissime aree archeologiche del sito gradevolmente ombreggiato dalla vegetazione. Particolarmente notevoli il Teatro, il bagno romano, il Battistero con il pavimento mosaicato, la Basilica. Aurora si prodiga in spiegazioni e noi la seguiamo attenti. Prima di visitare anche il museo all’interno del Castello ci rilassiamo qualche minuto al belvedere affacciato sul lago. L’ultima sosta è al mercatino di oggetti artigianali vicino alla Torre Veneziana.

Pranziamo voracemente al Ristorante LIVIA, uscendo dal sito lo trovate subito a destra. Sotto al pergolato, bevendo una bella birra fresca, meditiamo che ci piacerebbe poter dilatare i tempi.

Dopo parecchie curve costiere, accompagnate da una dj session del nostro mitico Genti, invochiamo all’unisono un bagno in mare. Lui ci prova a segnalare che ci sarebbe da visitare anche il Castello di Ali Pasha ma non c’è niente da fare. Mare! Mare! E allora ci porta poco più in là dove c’è una spiaggetta attrezzata con bar, ombrelloni e gazebo che neanche guardiamo mentre corriamo a tuffarci in acqua dopo esserci rapidamente svestiti ed equipaggiati di costume in tempo record. Aahhhh…. che meraviglia… L’acqua verde smeraldina è fresca. Un bagno ci voleva proprio!

Salvatore improvvisa un set fotografico con l’aiuto del neo-assistente Roberto immortalando me e Monica. Le foto? Rinoooooooo, non si sono ancora visteeeeeeee!

Per non perdere le buone abitudini, prima di ripartire per la montagna ci facciamo un aperitivo al bar della spiaggia.

LLOGORA’ si trova all’interno di un parco nazionale e si raggiunge percorrendo una strada in salita tutta tornanti. Via via che si sale scende la temperatura. L’ambiente è alpino. ALPIN per l’appunto è il nome dell’Hotel dove alloggiano tutti i gruppi di Avventure. L’ho visto, è davvero bello. Io invece, arrischiandomi, ho contattato il LLOGORA’ TOURIST VILLAGE, per avere un piano B in caso di maltempo (ha la piscina coperta e la sauna).

Avevo prenotato due chalet da 4 persone poi due giorni prima di partire si è aggiunto Pino e siamo diventati nove. Roberto e Salvatore preferiscono prendere una camera twin lasciando Pino, Marco e Sergio comodi nello chalet. La verità è che gli uomini non dormono volentieri in un letto matrimoniale.

Noi donne invece siamo felici del nostro delizioso chalet, con l’interno che profuma del legno di cui è fatto e rivestito. Lo chalet ha una camera matrimoniale e una cameretta con due lettini, bagno e salottino, ed una vista idilliaca sul parco interno dove una famiglia di daini pascola liberamente.

Ceniamo nel lussuoso ristorante dell’Hotel ma essendo arrivati tardi sono rimaste poche cose che non rispondono alle nostre aspettative, sia come qualità che come quantità. Domani sera andremo altrove. Recuperiamo bevendoci sopra ed è in questo frangente, se ricordo bene, che Marco lancia il tormentone della miglior traduzione in inglese del detto “Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino”. La serata si conclude con vari partitoni a biliardo, biliardino e ping-pong nel salone dell’albergo.

Giovedi 4/9 LLOGORA’ (Llogorà Tourist Village)

Dato che per oggi è previsto brutto tempo ci svegliamo con tutta calma.

Doveva essere la nostra giornata tutto mare alla scoperta delle spiagge più belle del litorale ma qui stiamo talmente bene che nessuno si dispera.

Avvedutamente scatta il piano B: risveglio muscolare con una breve passeggiata di gruppo nei dintorni poi ci si divide, incrociandoci e ritrovandoci, per fare un altro giro sui sentieri circostanti, acquistare miele e propoli dai ragazzini sulla strada, rilassarsi nella sauna e piscina dell’albergo, fare un indagine presso tutti i ristoranti della zona per individuare il locale dove andare a cena, sfidarsi al minigolf, dare da mangiare ai daini all’interno del parco, fare il bucato anche se è umido e freddo e non si sa se riuscirà ad asciugare.

La giornata scorre serena e rilassata, specialmente in piscina dove Monica, Laura ed io pensiamo bene di fare anche acquagym dirette da Silvia mentre Sergio ci fa le foto.

Cena mondiale presso il ristorante dell’HOTEL SOFO dove, oltre alla montagna di roba che abbiamo ordinato, ci vengono offerte diverse ulteriori portate gratuite perché hanno piacere che le assaggiamo. Menzione d’onore alla mussaka, alle polpette di spinaci, al dessert di yogurt noci e miele, alla mela calda spolverata di cannella. Meno male che per tornare al vicino Tourist Village la strada è in discesa, possiamo sempre rotolare…

Venerdi 5/9 Llogorà – APOLLONIA – ARDENICE – BERAT (Nasho Vruho) tot km 193

Riprendiamo il tour scendendo a valle con estrema cautela, al volante Genti è davvero prudente. Prima tappa ad APOLLONIA che visitiamo sotto la pioggia con un archeologo locale, Ariel Dimo. Ariel parla italiano e spiega con passione e competenza riuscendo a farci immaginare cosa c’era un tempo in quest’area.

Intorno al monastero bizantino e alla Chiesa di Santa Maria due coppie di sposi posano davanti ai propri fotografi che, a detta di Salvatore, sono indietro anni luce. Anche i soggetti però, le donne hanno pure i capelli cotonati!

Ariel ci guida anche all’interno del bel Museo mostrandoci, fra gli altri, un pezzo che ha ritrovato proprio lui.

Tappa successiva ad ARDENICE per vedere il monastero bizantino che però essendo l’ennesimo non ci fa andare in brodo di giuggiole.

Pranzo veloce nell’autogrill della Jetoil – Kompleksi Joti, una struttura blu di vetro dove spendiamo il minimo storico – e via verso BERAT che raggiungiamo intorno alle quattro del pomeriggio. E piove.

E allora visitiamo la Cittadella dove tutte le guide si chiamano Tony, con tanto di biglietto da visita, ed è necessario averne una, più che per le interessanti od esigue narrazioni, perché hanno le chiavi che aprono le chiese. Il nostro Tony (Simsia) è piccoletto, tondo, fastidiosamente “aromatico” e chiede un’eresia, 20,00 Euro! Prima ci spedisce a visitare il Museo Onufri da soli, poi ci chiede il permesso di aggiungere al nostro gruppo due ragazzine inglesi con l’intenzione di spiegare prima a noi e poi a loro. Certo, siamo ospitali! Per tutti comunque le spiegazioni consistono in quattro parole messe in croce … a proposito di chiese. La nostra Silvia, da brava architetto, ne sa molto più di lui e ci spiega dei simboli costantemente presenti sul pavimento delle chiese.

Sarà che piove, che siamo infreddoliti, che davvero non se ne può più di chiese tutte uguali, queste poi hanno veramente poco all’interno, sono più carine viste da fuori, e poi sto Tony proprio non ci dà soddisfazione. Insomma facciamo il giro, ma poi abbiamo voglia di una bella doccia calda. prima di pagare chiedo alle due ragazze se Tony gli ha preso qualcosa e vengo a scoprire che ha “puppato” loro ben 5,00 Euro cadauna! Bene, allora gli decurto il compenso senza sentire repliche. Così impara.

Ritrovato Genti e il nostro pulmino, stanchi e fradici ma sempre contenti, scendiamo in paese e prendiamo possesso delle stanze prenotate presso NASHO VRUHO nel cuore del quartiere Mangalemi. Non c’è posto per tutti ma anche qui, come a Gjirokastra, se le camere non bastano si rivolgono ai vicini di casa. L’alloggio di Nasho e sua moglie Bia è molto confortevole, immacolato e arredato accuratamente. Nelle camere c’è anche il camino!

Ceniamo al Ristorante WILDOR, nella piazza principale, assaggiando tra le altre cose le melanzane ripiene e un’ottima mussaka.

Per smaltire l’ennesima cena abbondante facciamo due passi in notturna. Fate attenzione a dove mettete i piedi, ci sono numerosi tombini aperti proprio sui marciapiedi.

Uno dei ponti è illuminato di blu. Riflessi nelle acque del fiume ci contorciamo per creare la parola LOVE.

Sabato 6/9 BERAT – KRUJA – TIRANA tot km 199

Super colazione da Nasho e poi giro a piedi nei due quartieri vecchi della città, Mangalemi e Gorika, ed oggi c’è il sole. Ci intratteniamo a chiacchiera con alcune persone del posto, specialmente gli anziani sono curiosi e comunicativi.

Entriamo nell’Ostello BERAT BACKPACKERS, dove regna un’atmosfera rilassata e friendly, per vedere le belle camerate. E’ una valida sistemazione.

Ci immergiamo nel grande mercato che si estende da un quartiere all’altro, anche su uno dei ponti di collegamento. Vi si vende di tutto: tabacco, alimenti, pollame, vestiti usati, scarpe, attrezzi da lavoro, contenitori per distillare il raki, utensili vari, ma è un mercato povero.

Ripartiamo a malincuore in tarda mattinata, attraversando lande inverosimilmente disseminate di pozzi di petrolio, qualcuno ancora funzionante.

Pranzo “leggero” in autogrill e poi, cantando a squarciagola, rotta su KRUJA dove potremo scatenarci nello shopping dei souvenir. Nelle botteghe di legno del BAZAR DEREXHIK ci sono tante chincaglierie ma anche parecchi articoli interessanti, ad esempio le vecchie radio.

Genti suggerisce di non perdere il Museo Etnografico e ve lo confermo. E’ all’interno della casa ottomana meglio conservata ed arredata tra quelle visitate, vale davvero la pena. Ricomincia a piovere perciò scappiamo via per tornare a TIRANA dove ritroviamo il nostro Hotel Vila e Arte.

Chiedo a Genti di prenotarci un tavolo al SERENATA dove Adrian, uno dei suoi migliori autisti, canta dal vivo. La sala del ristorante è immensa e strapiena di gente. Ci sono tanti giovani alla moda e altrettanti meno giovani piuttosto in tiro che sfoggiano vestiti e pettinature anni ottanta. Per superare noi stessi ci facciamo portare un paio di colonne di birra alla spina e poi ci sfondiamo come al solito, la carne è sempre ottima. Proprio perché se non mi muovo un po’ va a finire che schianto, salgo con Rino sul palco per ballare. La musica è popolare. Mi unisco ad un gruppo di donne che ballano una specie di sirtaki. La gente sul palco aumenta e bisogna tenere il passo. Ci raggiunge anche il resto del gruppo. Più che sale gente e più che i cerchi diventano concentrici e aumenta il ritmo. Una faticaccia di gambe, ma è bellissimo. Ballano tutti, ragazzi e ragazze giovani, gente adulta, qualche anziano, tutti presi nel vortice della danza. Ci divertiamo un casino.

Quando lasciamo il locale, dai vari tavoli ci salutano tutti calorosamente, molti addirittura ci baciano e ci abbracciano. Albanesi, una grande rivelazione.

Domenica 7/9 TIRANA

Ubriachi di chiese e musei, viene scartata la visita del Museo Storico Nazionale all’unanimità. Avviandoci a piedi verso il centro città passiamo accanto alla MOSCHEA ET’HEM BEY, affrescata sia all’interno che all’esterno. Foto di gruppo davanti alla PIRAMIDE, ex Museo di Enver Hoxha, successivamente divenuta discoteca, ora struttura chiusa in rovina. Una pausa caffè all’aperto, un po’ di struscio nel Blloku, assalto al forno per pranzare con il Burek e un po’ di malinconia per il viaggio che volge al termine.

Verso mezzogiorno infatti salutiamo i fantastici cinque che volano su Milano con la promessa di rivederci quanto prima. In attesa del nostro turno, Laura, Robby, Rino ed io facciamo ancora due passi. Entriamo in un grande magazzino dove regna il contrasto tra capi moderni ed altri veramente “antichi”, e non parliamo delle scarpe!

Poi ci imbattiamo in un gruppo di reporter e fotografi, credo davanti al Palazzo di Giustizia perché hanno arrestato il Governatore della Banca Centrale di Albania. Riusciamo a fare un salto al bel mercato alimentare nella vicina piazza dietro l’albergo, infine Genti accompagna anche noi all’aeroporto per rientrare su Roma. Lo salutiamo con grande affetto ringraziandolo.

FALEMINDERIT (grazie) :

a Viaggi Avventure nel Mondo che propone questo viaggio e alla formula che ti permette di tornare a casa arricchito, soprattutto di nuove amicizie

Genti, impareggiabile autista, sempre attento alle nostre esigenze, ma soprattutto un ragazzo d’oro, un compagno di viaggio, il nostro micione! e per averci fatto assaggiare il suo Raki personale che non ha eguali e noi lo possiamo testimoniare perché di confronti ne abbiamo fatti parecchi

a Laura che ha sempre mantenuto il sorriso e una calma tibetana nonostante le si sia rotta la macchina fotografica dopo soli due giorni e abbia subíto la devastazione del vestito col ketchup a Korca, tranne a Butrinto quando ha visto una cavalletta e dall’urlo ci ha fatto prendere un accidente

a Marco, per essere troppo divertente, sempre in pista, sempre con la battuta sottile pronta e per avere ottimizzato fino alla fine il maccheronico tormentone “so much goes the cat to the fat that loose the leg”

a Monica e Sergio, i nostri due cuori del gruppo, per aver dato speranza a noi single, per la loro acutezza e per la loro piacevolezza come cioccolatini che si sciolgono in bocca

a Pino, rinominato “Pinot” per il suo amore per vino, per aver dato inizio al rituale dell’offrire da bere, per aver indossato la maglia rossa con l’aquila albanese, perché con la sua esperienza di viaggio mi ha insegnato qualcosa e per essere Pino

a Roberto che ci ha fatto sbudellare con i suoi esami sensoriali di tutto ciò che abbiamo bevuto, per il suo equilibrio, per la forza che ha e per aver proseguito indomito incollando le scarpe sbucciate

a Silvia, la nostra cassiera, che pur essendosi regolarmente persa per strada ha sempre ritrovato il gruppo, per la sua capacità di essere pronta in una frazione di secondo, per le spassose chiacchierate in camera e le mutue sperimentazioni di creme cosmetiche

a Salvatore, il nostro fotografo internazionale, perché con la sua personalità, intrattenendoci con il suo vissuto, ha dato colore alla vacanza

Mireupafshim! (Arrivederci!)

Charlie

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