Maldive – Asdu

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MALDIVE – ASDU SUN ISLAND, Atollo di Malè Nord

Periodo : febbraio 2010

Durata : una settimana

Tipologia : fai da te

 

Il volo Qatar, via Doha, in tutto dura poco più di dieci ore. Malé ci accoglie con 32 gradi. La nostra destinazione è ASDU Sun Island, un’isola rimasta semplice, genuina, economicamente abbordabile e prenotabile direttamente per conto proprio. Attendiamo altre persone in arrivo col volo della Emirates e saliamo sulla barca che porta a tutta velocità all’isola. Siamo 14 persone bianco latte che sognano mare sole e tranquillità. Per raggiungere l’isola la barca impiega un’ora precisa. Sbarcati, ci viene offerto un succo mentre riempiamo il modulo con i nostri dati personali, poi ci accompagnano all’alloggio attraversando l’isola tra le palme e i frangipani. Abbiamo la camera 126.

La stanza è grande. Il pavimento è stato lavato da poco perché è ancora bagnato. L’arredamento è molto semplice ed essenziale: un letto comodo, un tavolo, una sedia, una panca, un armadio, un ventilatore. Sotto la veranda ci sono un tavolino, due sedie e il secchio con l’acqua per sciacquare i piedi. In dotazione sono forniti un asciugamano grande e uno piccolo, una piccola saponetta. L’acqua della doccia è fresca, non c’è acqua calda su quest’isola. Il nucleo centrale del villaggio ospita la reception, il bar, un negozietto con pochi e vecchi souvenirs, la biblioteca e il ristorante. Vicino c’è il rinomato scuba-diving centre. I bungalow per gli ospiti sono 30. A questi si aggiungono gli alloggi del personale.  Il sole sta tramontando, c’è la bassa marea el’acqua è tiepida, la spiaggia si allunga deserta verso un isolotto vicino. Vicino alla riva vediamo una piccola razza e un piccolo squalo limone. Alle otto la sala ristorante si riempie e al buffet c’è un ordinato arrembaggio. Per cena stasera abbiamo riso e spaghetti, pesce, verdure, samosa, frittelline di patate, frutta e il dolce. Viene continuamente servita l’acqua minerale ed è possibile bere birra, coca, aranciata e vino bianco californiano.

 

Buongiorno! Sono le otto, siamo al mare – e che mare! – ed è una splendida giornata. Abbiamo dormito la bellezza di undici ore. Nel cuore della notte, ad un orario che ancora non abbiamo identificato, il gallo ha cantato e anche gli uccelli si sono scatenati ma abbiamo comunque ripreso sonno. Tira un forte vento. Ci hanno detto che tira da tre settimane. Ci alziamo con calma e andiamo rincorbellite al ristorante a fare colazione. Caffè, latte, tè, cinque fette di pane tostato, burro e marmellata, un paio di paste, un pezzo di papaya, succo di mandarino o mango a scelta. Facciamo un’esplorazione diurna del perimetro dell’isola individuando il lato protetto dal vento, poi andiamo a metterci il costume e torniamo in spiaggia con tutto il necessario. Le scarpette sono fondamentali perché il fondo non viene ripulito dai coralli morti, qui tutto è lasciato al naturale, perciò risulta difficile camminare nell’acqua senza zoppicare. Appoggiamo le nostre cose su un paio di sdraio e con maschera e boccaglio andiamo a vedere i pesci in una delle due piscine naturali presenti appena fuori dalla barriera e raggiungibili attraverso un facile passaggio. L’acqua è leggermente torbida a causa del vento e la corrente è molto forte. Il sole sta cominciando a picchiare parecchio. Rientriamo al bungalow spossate come se avessimo attraversato l’oceano a nuoto. Sotto la veranda si sta bene. Ci dedichiamo alla lettura aspettando l’ora di pranzo. Oggi servono riso, fagioli, verdure crude e cotte, frittatine, pesce, spicchi di mela verde e bananine. Tra i tavoli si aggira un airone che allunga il collo in ricognizione alla ricerca di pesce. Conclude il pranzo l’immancabile tè e caffè (all’americana e molto buono). C’è stato assegnato un tavolo centrale. I tavoli più ambiti devono essere quelli lungo il bordo della struttura del ristorante dalla forma circolare. Alcuni sono però soggetti alle incursioni dei corvi che, con molta meno discrezione dell’airone, saltano impavidi sui tavoli afferrando la frutta. Oggi si è liberato un tavolo “vip” e ci viene chiesto se desideriamo spostarci ma noi stiamo benissimo dove siamo. Il pranzo ci ha rimesso un po’ in forze ma essendo il primo giorno di sole non abbiamo intenzione di strinarci subito. Torniamo all’alloggio. Elena sta facendo un pisolino, io sto scrivendo e adesso che ho finito di aggiornare il reportage mi metto a leggere. A dopo!

Verso le quattro e mezza  andiamo in spiaggia per catturare l’ultimo sole e fotografare il tramonto.

Dopo cena facciamo conoscenza con alcuni villeggianti poi andiamo al bar intrattenendoci con il simpatico barman cingalese che, con due parole di italiano e tre di inglese, ci spiega che i maldiviani lavorano su altre isole, quelle dove i resort sono più lussuosi, perché pagano di più. Su questa lavorano altri ragazzi di Sri Lanka come lui, o del Bangladesh, percependo uno stipendio che non ho il coraggio di scrivere da quanto è misero.

 

“Io ho capito una cosa” dice Elena svegliandosi. “Cosa?” rispondo. “Che non ce la faremo mai ad alzarci presto per vedere l’alba”. Sono le otto e trenta e siamo in piedi solo perché abbiamo puntato la sveglia per non perdere la colazione. Oggi il mare è fantastico perché c’è meno vento per cui è piatto e limpido come lo sognavamo, una piscina! Trascorriamo la giornata facendo lunghi bagni osservando i pesci, prendendo il sole, girando per la laguna in kayak e leggendo al riparo delle mangrovie. Lungo la lingua di sabbia ci sono tantissimi uccelli e gli aironi indigeni sono due. L’atmosfera è rilassata, familiare. Il personale è molto cordiale e discreto. Il ritmo è scandito unicamente dai rigidi orari di colazione pranzo e cena che sono serviti rispettivamente dalle 7.30 alle 9.30, dalle 13.00 alle 14.00 e dalle 20.00 alle 21.00. Se sgarri fai la dieta. Il cibo è semplice e mai sovrabbondante. Ogni giorno c’è il pesce fresco fatto alla brace, pollo, verdure, riso, pasta, piatti indiani piacevolmente piccanti e ogni sera c’è un dolce diverso. Oh come si sta bene…

 

Ci siamo appena alzate realizzando che ogni giorno è sempre peggio, ma come mai? I primi giorni pensavamo che fosse la stanchezza accumulata ma ormai dovremmo essere riposate.. Saranno gli uccelli che alle quattro di notte si mettono ad urlare? Sarà il letto che sembra bollente dal caldo che fa rendendo difficile addormentarsi? Sarà lo stare troppo tempo in panciolle? Stiamo oziando spu-do-ra-ta-men-te! Però acculturandoci. Al sole cocente non ci riesce stare perciò, al riparo degli alberi, ci stiamo dando alla lettura quasi a tempo pieno. Ogni tanto sguazziamo nell’acqua o facciamo snorkel per vedere i pesci nell’immensa laguna. Essendo molto nuvoloso ci dedichiamo ai rapporti sociali conoscendo altri ospiti presenti sull’isola e con alcuni di loro facciamo amicizia. Lo staff è composto da 26 ragazzi, tutti simpatici e sempre sorridenti. Amano molto fare battute scherzose e giocare a pallavolo il pomeriggio. L’isola è piena perciò non ci dispiace cambiare tavolo spostandoci al bordo, soprattutto perché ne abbiamo ottenuto uno grande che possiamo condividere con i nostri nuovi amici. Oggi è il compleanno di ** e stasera vorremmo festeggiarla ballando. Chiediamo al barman se è possibile. Deve domandare al boss.. ma intanto si informa se siamo interessate a comprarle la torta e noi lo indirizziamo dal marito. Quando arriviamo al ristorante per la cena, la sorpresa è per tutti non solo per la festeggiata. Il tavolo, amorevolmente addobbato con i petali di un fiore arancione e con il Buon Compleanno scritto con il riso colorato, è un capolavoro. Finito di mangiare vengono spostati tavoli e sedie per creare una pista da ballo sulla quale ci scateniamo grazie all’ausilio di un dj improvvisato. Assieme a noi ballano anche i ragazzi dello staff. Madidi di sudore, corriamo in spiaggia per farci un bagno notturno. Il cielo è stellato.

 

Sono le quattro e gli uccelli urlano. Sono le cinque e il gallo canta. Sono le 8.30 e la sveglia suona.

Ma dove siamo? In un paradiso.. Oggi c’è un sole esagerato, neanche una nuvola in cielo! In questa meravigliosa giornata ci concediamo numerosi bagni facendo snorkeling. Gli squali limone vicino alla spiaggia giocano con un branco di pesciolini. E un’altra giornata, vissuta pienamente e intensamente, vola via! E nonostante le protezioni solari siamo rosse come due gamberi!

 

Oggi il cielo è coperto, tendente al nero. Peccato. Io ad ogni modo non sarei proprio potuta stare al sole. Fatta colazione Elena va in spiaggia con gli altri, io resto all’alloggio sotto la veranda e mi metto a dipingere. Faccio un paio di quadretti di cui sono abbastanza soddisfatta. Abbastanza perché non ho i colori con cui sono abituata a dipingere ma chi passa e li vede mi fa i complimenti. Dopo pranzo torno in veranda a leggere. Si scatena un temporale poi comincia a piovere a dirotto. Una cosa pazzesca. Vado a fare il bagno raggiungendo Elena. Sotto una pioggia battente, tanto che a pelo d’acqua rimbalza sembrando grandine, nuotiamo nel mare di Asdu con i suoi pesci. Lo scenario è surreale, c’è addirittura la nebbia. Sott’acqua avvistiamo un pesce palla, un pesce leone, uno squalo, i pesci pagliaccio, imperatore, siringa, pappagallo, angelo, chirurgo, farfalla, Kihi-kihi e tanti altri ancora. Domani mattina dobbiamo lasciare l’isola e ci dispiace veramente tanto. Prepariamo i bagagli prima di andare a dormire con la metà delle cose bagnata.

 

Meno male abbiamo preparato tutto ieri sera, non c’è luce perché è andata via la corrente. meno male abbiamo una pila. Silenziose lasciamo la stanza e andiamo a fare colazione, sono le 5.30 e volenti o nolenti vediamo finalmente l’alba. Poi salutiamo i nostri amici cingalesi e partiamo per Malé con una barca tutta per noi. L’isola si allontana velocemente come un sogno che svanisce. Grazie Asdu, ci hai regalato una bella vacanza.

 

E adesso le informazioni utili.

Il resort ha una struttura estremamente spartana perché nulla è cambiato da quando è stata costruita ma la laguna e il reef sono spettacolari. Lusso, cibo e animazione a tutte le ore del giorno e della notte non esistono, bisogna essere solo amanti del bel mare e del relax. La cosa che si apprezza di più ad ASDU infatti è l’atmosfera serena e spontanea. Il soggiorno ad Asdu è prenotabile direttamente scrivendo a info@asdu.com. Mr Rashid Ismail risponde prontamente.

La spina è di tipo inglese a tre lamelle piatte, l’adattatore ci vuole. Il cellulare prende benissimo ma i costi sono elevati. Sull’isola c’è un pc dal quale ci si può collegare a pagamento. Si può pagare con la carta di credito. Le scarpette per camminare nell’acqua senza bucarsi sono fondamentali. Se volete contribuire a preservare l’ecosistema portatevi un sapone vegetale. Lasciate la mancia a chi vi ha servito con gentilezza ed attenzione.

 

Buona vacanza

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